Ponte sullo Stretto, di rinvio in rinvio siamo arrivati al 2034: adesso Salvini non dà più scadenze

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«Spero che questo sia l’anno». Matteo Salvini (Lega), vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, lo ha detto il 10 marzo a LetExpo 2026. Stavolta ha usato il congiuntivo per il Ponte sullo Stretto. Prima ricorreva l’indicativo futuro, quasi sempre con una data. Adesso dice «spero».

Intanto il governo ha approvato il decreto-legge n. 32/2026, che sposta 2,8 miliardi dall’opera verso Rete Ferroviaria Italiana, allunga il cronoprogramma al 2034 e nomina due commissari. Dopo tre anni di annunci.

La cronologia è brutale. A maggio 2023 Salvini disse che aprire i cantieri nell’estate del 2024 era un impegno che il governo era «assolutamente in grado di garantire». Da allora la data è slittata ogni pochi mesi: estate 2024, poi inizio 2025, poi primavera 2025, poi tra settembre e ottobre.

Il 9 aprile 2025 giurò che i cantieri erano distanti «poche settimane». La figlia, a Natale, gli ha regalato il modellino del ponte «in attesa di quello vero». La data del via è settembre 2026, ancora futura.