PREFAZIONE “DENTRO QUELLA PORTA”

0
4

Parlare di cancro, del proprio cancro che ti vive nel corpo, quello che contro la tua volontà si nutre di te e ti consuma e trasforma i ritmi della tua esistenza, non è solo un atto di forza e di resilienza ma è un superlativo inno alla dignità della vita, propria e altrui

Alla alterazione di un ammasso cellulare che crescendo degenera il vitale circuito biologico dell’esistenza, Giuseppe oppone una decisa, lucida, consapevole volontà di lotta.

Egli affronta e vive, con umana consapevolezza e umane limitazioni, tutte le emozioni che il cancro attiva: il disorientamento, lo spavento, la vulnerabilità, il vuoto, il senso di solitudine, il dolore, la fragilità.

Ma Giuseppe è anche uomo di azione e di relazioni e i suoi tumori hanno prostrato ma non hanno abbattuto la sua prepotente vitalità e determinazione.
Anche in questa difficile fase egli rimane curioso e appassionato amante della vita e questa sua cifra distintiva emerge su tutte le complicazioni che il cancro ha causato.

Usando un’analisi intelligente, e spesso anche gli strumenti dell’ironia, Giuseppe ci descrive le emozioni delle sue giornate e le condivide con noi e con coloro che, come lui, cercano di resistere a questa subdola malattia. Lo fa, certo, anche per anestetizzare la sofferenza, per esorcizzare incubi e paure, ma con la caparbietà responsabile e lucida di sostenere l’integrità della dignità umana anche se il corpo e le sue funzioni gradualmente si disgregano.

Giuseppe è un albero che sa piegarsi alla tempesta, ondeggia tra speranza e rassegnazione, mostra la sua umana vulnerabilità ma le radici sono salde nel terreno del suo vissuto. E ciò gli consente di sapersi adattare agli eventi più difficili senza rinunciare a sé stesso.

Il dolore lo ha trasformato ma non lo ha sradicato dai suoi propositi e dai suoi ideali.
Egli ha dedicato molte delle sue energie a scrivere questo libro, questa sua creatura nata dalla sofferenza ma intensamente desiderata, perché ambasciatrice di vita.

Infatti i proventi della vendita di questo libro, per volontà di Giuseppe, saranno devoluti all’Ospedale Oncologico Pediatrico di Sofia. Una sua carezza d’amore sul volto di ciascuno di quei bambini che lottano come lui. Un lascito di speranza e di sostegno ad una sana, dignitosa, piena esistenza.

La volontà forte di abbracciare e promuovere la vita, dando un nuovo significato, un nuovo valore al proprio destino. Egli, Ambasciatore, uomo che tesse relazioni e avvia dialoghi costruttivi, riconosce persino al suo male un’identità, per meglio inquadrarlo e per meglio affrontarlo.

Avvia quasi un dialogo/negoziato con i suoi tumori (i suoi tre ospiti inattesi, i tre monelli che creano scompiglio), senza però mai scendere a patti. L’uomo, abituato al confronto, ricerca e realizza dinamiche di equilibrio, nonostante dolori e spossatezza, e
ragionando con il suo male-ombra delinea un piano di azione.

L’obiettivo è non solo continuare a vivere ma, pur soffrendo, vivere conservando la dignità di una vita che, seppure limitata negli orizzonti e quasi sospesa nelle aspettative, pur sempre ancora si orienta verso un futuro migliore.

Per superare lo smarrimento e l’abbandono, la vaghezza del tempo scandito tra terapie ed esami, egli sceglie Non si rifugia in sé stesso costruendo un recinto apparentemente difensivo perché sa che questo comportamento, al contrario, isola e esclude da un esame lucido della realtà.

Giuseppe è un uomo di ponti e di relazioni, aperto a costruire futuri migliori e il suo diario diventa un viaggio di arricchimento interiore e di crescita umana, per sé stesso e per chi lo legge.

Nel suo viaggio non sarà solo. Noi lettori lo accompagneremo e lo sosterremo.
Prosegui, dunque, il tuo viaggio Giuseppe, Cavaliere di nobile animo e di giuste battaglie…

Alfredo Panareo

www.vidas.it