Decaro chiede di sbloccare subito le graduatorie per sostituire chi va in pensione
Oggi sulla stampa nazionale è uscita un’intervista del presidente di Anci Antonio Decaro sul tema delle conseguenze del decreto “quota 100” per i Comuni, Decaro esprime la preoccupazione dei sindaci per i rischi che corrono le pubbliche amministrazioni nell’assicurare i servizi ai cittadini. Lontervista è apparsa su La Stampa e Il Secolo XIX. Ecco il testo
ÂŤSĂŹ, è cosĂŹ: Quota 100 rischia di paralizzare i servizi nei ComuniÂť. Grandi ma anche piccoli. Antonio Decaro, presidente dell’ Anci e sindaco di Bari si schiera con gli amministratori locali, ÂŤnon per una scelta di parteÂť ma perchĂŠ sono i sindaci che ÂŤogni giorno sul territorio si confrontano con le richieste dei cittadiniÂť.
A sentire le lamentale di chi guida i comuni Quota 100 è piĂš un problema che un’ opportunitĂ . ÂŤMah, secondo il governo il provvedimento è un’ opportunitĂ . Per noi, invece, è piĂš dannoso che utile. Se per assumere giovani i Comuni rischiano di bloccare i servizi è il segnale che qualcosa non sta funzionandoÂť.
Ma il governo spiega che si potranno fare assunzioni per sostituire chi esce. à la la filosofia stessa del provvedimento o no? Certo, ma le cose vanno fatte per bene e nei tempi giusti. Adesso il personale chiede di uscire anticipatamente, tra due anni, forse, faremo nuove assunzioni che però non saranno pari a quelle perdute in tutti questi anni passati. Purtroppo si è sottovalutato il fatto che tra il bandire un concorso e assumere nuovi dipendenti possono passare anche due anni. Eppoi, è vero che il turn over è stato sbloccato al 100% ma è vero anche che tutto il personale perduto negli anni passati non potrà essere reintegrato.
E come si può eludere il problema? Attingendo alle graduatorie degli idonei dei passati concorsi. Del resto, se sono idonei non sono mica stati bocciati.
Ma cosĂŹ c’ è il rischio che i concorsi non si facciano mai piĂš? ÂŤCerto che si fanno. Ma una volta fatti, oltre ai vincitori si stila la graduatoria degli idonei alla quale attingere per esigenze nuoveÂť.
Scusi, ma come è possibile che i Comuni non sappiano fronteggiare questa fase transitoria tra le uscite e le riassunzioni? ÂŤNon è cosĂŹ. I servizi di front office sono gli ultimi che un sindaco tocca. Se si ferma l’ anagrafe è perchĂŠ giĂ sono venute meno risorse in altri uffici, quelli tecnici, nelle ragionerie. Tutto è ridotto all’ osso: nei Comuni capoluoghi come nei piccoli. In quelli che hanno tre, quattro dipendenti alcuni sindaci fanno anche i “dipendenti” e i volontari: aprono gli uffici al mattino e li chiudono la seraÂť.
Ma queste difficoltĂ sono state rappresentate al governo? Ci sono proposte per evitare eventuali disservizi? ÂŤNoi stiamo chiedendo lo sblocco delle graduatorie esistenti e vista l’ emergenza anche la possibilitĂ di assumere personale con una spesa pari al trenta per cento rispetto al budget corrente. Se su questo non si trova la soluzione i Comuni rischiano di non essere in grado di erogare ai cittadini molti serviziÂť.


