Il Primo Ministro dell’Albania e la Presidente della Repubblica del Kosovo, in relazione alla decisione assunta dall’Amministrazione statunitense contro l’escalation nucleare del regime integralista degli Ayatollah, hanno ribadito, con propri messaggi condivisi sui social media istituzionali, l’appoggio dei rispettivi Paesi all’iniziativa assunta dal Presidente americano Donald Trump di concerto con lo Stato di Israele
Tirana e Pristina si annoverano tra gli Stati fondatori del Peace Board, il Consiglio di Pace varato dal Governo di Washington con l’obiettivo di favorire condizioni di rinascita e di ricostruzione nell’area del Medio Oriente e negli altri scenari di crisi bellica in atto a livello globale

(Fonte: agenzia Ata) Il Primo Ministro albanese Edi Rama, sul social network “X”, in merito all’iniziativa di Stati Uniti e Israele contro le strutture delle Guardie della rivoluzione islamica dell’Iran, ha dichiarato che “l’Albania agirà per classificare questa organizzazione tra le strutture terroristiche. È tempo di procedere con decisione e di andare dritti al punto. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica è un’organizzazione terroristica e deve essere trattato come tale. Non solo attraverso sanzioni contro la Repubblica di Khomeini, ma chiamandola ufficialmente con il suo vero nome e inserendola nell’elenco delle realtà eversive, come hanno già deliberato gli Stati Uniti d’America e il Canada”.
“Noi – ha proseguito l’onorevole Rama – siamo saldamente al fianco di Israele e dei Paesi arabi fratelli che cercano e coltivano la Pace, e sosteniamo gli Stati Uniti d’America nel loro sostegno militare a Israele oggi, sotto la guida del presidente Donald Trump. La stessa Unione Europea, attraverso la Presidente Ursula von der Leyen, ha sottolineato ancora una volta la natura omicida del regime di Teheran. Soprattutto, in un giorno come questo, sono necessarie le azioni concrete oltre alle parole, in onore e in memoria delle innumerevoli vittime innocenti del sanguinario Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica”.
Il Premier del Paese delle Aquile ha aggiunto che “l’Albania si è trovata direttamente di fronte al volto barbaro del regime di Teheran attraverso le aggressioni informatiche perpetrate contro il nostro Paese. Per noi, quindi, questa non è soltanto una questione di geopolitica astratta. È una ragione di sicurezza nazionale, nonché di chiarezza morale e giuridica. L’Albania agirà di conseguenza. Definiremo la Guardia Rivoluzionaria con il suo vero nome e la inseriremo tra le organizzazioni terroristiche, e invitiamo i nostri amici europei a fare lo stesso. Sosteniamo pienamente – conclude Rama – qualsiasi sforzo decisivo volto a impedire una volta per tutte agli assassini di Teheran di acquisire capacità nucleari o qualsiasi altra capacità militare per danneggiare Israele o qualsiasi altra Nazione amante della Pace in Medio Oriente. Il terrorismo va denunciato e fermato”.

Analoga manifestazione di pensiero è stata espressa dalla Presidente della Repubblica del Kosovo, onorevole Vjosa Osmani: “L’ora della libertà è giunta per il Popolo Iraniano, grazie alla leadership degli Stati Uniti e del Presidente Donald Trump. Come sempre, la Repubblica del Kosovo è fermamente al fianco degli Stati Uniti e dei suoi Alleati in difesa della libertà, della Pace, della sicurezza e della stabilità. Condanniamo gli attacchi del regime iraniano contro gli Alleati del Kosovo in Medio Oriente, e continueremo a sostenere le azioni intraprese dagli Stati Uniti per porre fine alla dittatura degli Ayatollah e dare una possibilità alla libertà e alla Pace”.
Il Ministero degli Affari Esteri e della Diaspora del Governo Kurti sottolinea inoltre che il Kosovo sostiene il Presidente Trump nello sforzo di frenare i regimi che minacciano i Popoli liberi, affinché la stabilità globale prenda il sopravvento e si continui a sostenere le legittime aspirazioni del Popolo Iraniano alla libertà, alla dignità e alla democrazia, contro ogni minaccia nucleare e contro ogni forma di repressione a danno della popolazione civile.



