Il Primo ministro, durante l’incontro con le sezioni del partito Socialista, ha ribadito che: “Non possiamo agire sulle conseguenze globali di una guerra che non siamo stati noi ad innescare e che riguarda un regime, quello teocratico di Teheran, nemico dell’Albania. Possiamo però, anzi dobbiamo impedire ogni genere di abuso che potrà derivare da particolari circostanze locali e regionali, e su questo punto il nostro Governo non si è lasciato cogliere impreparato, predisponendo un mix di provvedimenti: riduzione delle accise di un quinto per fare in modo che il prezzo dei carburanti non superi mai i 2,2 euro al litro; ripristino del Consiglio per la trasparenza dei derivati del greggio; prossima istituzione di una società statale, condivisa con il Paese amico degli Emirati Arabi Uniti, che agirà in maniera attiva sul mercato all’ingrosso degli idrocarburi, dove verrà censito il transito del greggio e dove la giusta redditività degli operatori non potrà mai più andare a discapito degli automobilisti e degli utenti finali”
Il Presidente del Consiglio dei Ministri del Paese delle Aquile si è inoltre soffermato sul capitolo delle accise su benzina e gasolio, al centro degli attacchi politici da parte delle opposizioni di destra radicale:
“La componente fiscale del prezzo finale dei carburanti include la tassa di circolazione, che in altri Paesi viene pagata nella forma di un tributo sul possesso del veicolo da parte dell’automobilista, anche se questo non lo utilizza, mentre la filosofia che come Governo abbiamo utilizzato è finalizzata a fare in modo che il carico impositivo gravi su chi utilizza il mezzo privato in privato in misura maggiore.
Se, per assurdo, decidessimo di abolire la quota di accisa, corrispondente alla tassa di circolazione, quest’ultima verrebbe a gravare in misura quadrupla su tutti gli automobilisti, a partire da quelli meno abbienti”.
L’onorevole Rama ha infine posto l’accento sul soggetto pubblico statale che sorgerà grazie alla partnership strategica e virtuosa con gli Emirati Arabi Uniti: “Lo Stato albanese avrà in portafoglio la maggioranza delle quote azionarie, mentre la partnership con gli Emirati Arabi consentirà di tracciare e di censire tutto il petrolio che transita dal nostro Paese, contrastando fenomeni come quelli connessi a casi di stoccaggio, accumulo o distribuzione abusiva, che danneggiano gli operatori legali e creano situazioni di iniquità sotto il profilo fiscale. Agendo sul mercato all’ingrosso, tuteleremo anche quello al dettaglio dei carburanti”.
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