Nel frattempo, per il tramite dei competenti Ministri Petrit Malaj (Finanze) e Delina Ibrahimaj (Sviluppo economico), è stato istituito un gruppo di monitoraggio, esteso alle autorità fiscali e doganali, per verificare l’esistenza di possibili fenomeni speculativi desumibili dalla differenza tra il prezzo di importazione, all’ingresso nel territorio albanese, e il prezzo finale agli automobilisti che si riforniscono alle stazioni di servizio dislocate nei vari punti del Paese. In Albania, il sistema impositivo delle accise, a differenza di quanto avviene in Italia e in altri Paesi europei, ingloba – applicata all’unità di misura del singolo litro di carburante pagato dal conducente del veicolo – la componente rappresentata dalla tassa di circolazione, che pertanto viene assolta solo da chi mette fisicamente l’auto in circolazione

(Fonti: agenzie ATA e Scan TV) Lo Stato sarà osservatore proattivo contro ogni forma di lievitazione speculativa praticata sui carburanti. Lo ha dichiarato, oggi, il Primo Ministro onorevole Edi Rama, dichiarando che “le forze statali entreranno nel mercato petrolifero per agevolare gli accordi con le società di distribuzione. La situazione in Medio Oriente ha fatto emergere una crisi in tutto il mondo, Albania compresa, a causa dell’aumento delle quotazioni e dunque dei prezzi del petrolio e dei suoi derivati. Fin dalla prima riunione della maggioranza politica di Governo, dopo la vittoria Socialista alle elezioni dello scorso anno, ho avuto modo di ribadire, con assoluta chiarezza, che uno dei nostri obiettivi sarebbe stato quello di creare una nuova condizione pubblica nel mercato petrolifero, in grado di alleggerire il peso sui cittadini. Esattamente con le stesse modalità con le quali abbiamo agito per realizzare l’obiettivo della concorrenza con cui abbiamo agevolato l’abbassamento delle tariffe dei voli aerei”.
Il Capo del Governo del Paese delle Aquile – a quest’ultimo proposito – ha tenuto a ricordare che “l’Albania, prima delle nostre scelte di politica industriale, era conosciuta per avere l’aeroporto più costoso d’Europa, mentre oggi può vantare lo scalo di maggiore successo nei Balcani, con una differenza notevole rispetto a Belgrado che non è più la Capitale dell’aviazione, poiché oggi questo è lo status di Tirana Rinas. Più ci vogliono morti, più noi viviamo”, ha aggiunto Rama riferendosi a certa opposizione distruttiva.
Pertanto “il nostro Governo creerà il fattore pubblico introducendo il potere statale nel mercato petrolifero. Nel frattempo, mettendo a disposizione le capacità e le garanzie dello Stato, sarà molto più facile per gli operatori del mercato stipulare accordi più vantaggiosi, per l’utenza finale al dettaglio, con le compagnie di distribuzione del petrolio, garantendo così una sostenibilità a lungo termine. Attualmente – ha concluso il Presidente del Consiglio dei Ministri – è in fase di elaborazione la legge sulle riserve, che sono oggetto di consultazione pubblica e che dovranno essere pari almeno a 3 mesi, con un periodo di flessibilità che possa crescere ulteriormente come misura di sicurezza in momenti emergenziali particolari. Solo così potremo mettere a disposizione un mercato petrolifero più accessibile di quello attuale”.
Nella foto di apertura: il Premier Edi Rama con la Ministra Delina Ibrahimaj



