La riforma della Giustizia bocciata dal referendum “porta il mio nome e me ne assumo quindi la responsabilità politica. Se vi sono stati dei difetti di comunicazione o impostazione sono stati anche i miei”. Così il ministro alla Giustizia all’indomani della consultazione che ha visto il No al 53,74% e il Sì al 46,26%.
“Non credo in ritorsioni della magistratura. Da ex magistrato, dico che sarebbe sacrilego immaginare una raffica di informazioni di garanzia”.
Poi: “La vera vincitrice è l’Anm, che diventa soggetto politico anomalo che si contrappone ai governi”.



