Come il peggior Presidente del Consiglio di sempre. E, a prescindere dal suo attuale ruolo nel quale, ahi noi, sta compiendo un opera di distruzione assoluta di questo Paese, il più bugiardo, odiatore compulsivo, demagogo, vittimista, vuoto personaggio politico che si sia mai visto.
Fino a poco tempo fa faceva innervosire chiunque avesse un briciolo di buon senso e non fosse un suo amente fan, adesso, francamente, comincia a fare pena. Asserragliata nella solita fortezza “assediata dai nemici”, al riparo dei soliti “ce l’hanno tutti con me”, è passata dall’essere considerata una “pasionaria intelligente e con le palle”, per chi ha voluta vederla così, a una sorta di dimesso, ripetitivo, inconcludente Calimero tutto nero.
“È sempre colpa degli altri”. Il proverbio che diceva “piove governo ladro”, ribaltato con un semplice: “autocritica mai, perché non sbaglio mai. Sbagliano gli altri, anche se chi governa sono io”. L’ennesima dimostrazione di disprezzo verso gli italiani, trattati come se fossero totalmente stupidi. Certo stupidi ce ne sono assai, altrimenti sarebbe già sotto zero nei sondaggi, ma non sono abbastanza per continuare ad avere consenso.
In quattro anni ha fatto nulla, non ha mantenuto nessuna delle centinaia di promesse fatte nella campagna elettorale.
Ha trasformato il Paese in una dépendance della villa di famiglia, sistemando nei posti più prestigiosi parenti, amici, amichetti e amanti. Torturando e massacrando i poveri, i lavoratori, i giovani, la speranza, perfino le imprese e terremotando la giustizia. Nessuna riforma, nessuna svolta, diminuizione dei salari reali, fame, aumento di accise e pressione fiscale.
Complicità palese con genocidi, massacri, soprusi, guerre e violazioni del diritto internazionale.
Non si è fatta mancare nulla, comprese leggi a favore di mafia e mafiosi, con l’aggravante di ristoranti aperti dai suoi con mafiosi e varie amicizie dei suoi con mafiosi. E sì, cara gioggia, quelli disposti a farsi prendere per i fondelli per tutta la vita sono ormai minoranza e diventeranno sempre meno. Comincia a fare i bagagli e tornare nel posticino in fondo a destra.
Quello è il tuo posto. Ricomincia a gridare come facevi prima, mentre l’Italia ricomincia a respirare.



