Rosmarino, l’aroma mediterraneo che vince il titolo di superfood

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Tra le erbe aromatiche del Mediterraneo, il rosmarino è forse quella più sottovalutata. Lo si usa per aromatizzare patate, carni e verdure al forno, ma raramente lo si considera un vero alimento funzionale

Eppure le sue foglie contengono una concentrazione sorprendente di composti bioattivi, in particolare acido rosmarinico, carnosolo e acido carnosico, polifenoli e diterpeni responsabili della sua spiccata attività antiossidante.

Il rosmarino aiuta a contrastare lo stress ossidativo, il processo legato ai radicali liberi che contribuisce all’invecchiamento cellulare e a diverse patologie croniche. Gli studi indicano che i suoi estratti possono ridurre i marker dello stress ossidativo e sostenere le difese antiossidanti naturali dell’organismo.

A questi effetti si aggiungono proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, documentate soprattutto in laboratorio e in modelli animali. Alcune ricerche suggeriscono anche possibili benefici per la salute metabolica e cognitiva, ma sul piano umano le prove sono ancora in fase di approfondimento: meglio parlare di potenziale, non di cure.

La buona notizia è che non servono integratori costosi. Un rametto fresco nelle verdure arrostite, nelle zuppe di legumi, sul pesce o nell’olio per condire basta a portare in tavola aroma e composti benefici. Anche la versione essiccata conserva buona parte delle sue qualità, pur perdendo un po’ della freschezza olfattiva.

Per un infuso semplice, si possono lasciare in macerazione alcuni aghi freschi in acqua calda per cinque minuti. Il sapore è leggermente resinoso e amarognolo: si abbina bene a limone e miele. L’olio essenziale, invece, è molto più concentrato e va usato con cautela, evitando l’assunzione diretta senza indicazione professionale.