SALARIO MINIMO. PELLEGRINO (AVS): STRUMENTO DI GIUSTIZIA SOCIALE

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Serena Pellegrino (Avs)

 “La proposta di salario minimo è stato uno dei cavalli di battaglia di Alleanza Verdi e Sinistra che, insieme agli altri gruppo di Opposizione, da sempre punta a un salario minimo garantito di almeno 9 euro lordi all’ora, intendendo proteggere i lavoratori con paghe inferiori a tale soglia”.

Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino di Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della discussione in I Commissione della mozione 149 “Previsione di una retribuzione minima oraria nei contratti di appalto degli enti pubblici regionali, degli enti locali e dei Comuni del Friuli Venezia Giulia” a firma del capogruppo del Pd Diego Moretti e di quasi tutta la Minoranza.

“L’obiettivo principale è quello di contrastare il lavoro povero, esattamente quello che ci chiede l’Europa – spiega Pellegrino -. Dalle risposte dell’assessore Callari si evidenzia che la Giunta frena su questo tema e che valuta le richieste di Bruxelles sempre e comunque con due pesi e due misure a seconda del proprio tornaconto”.

“Nella discussione – incalza l’esponente di Avs – ho ricordato ai commissari che ci sono Regioni e Comuni che hanno già deliberato in tal senso, seguendo anche quanto già definito dall’articolo 11 del codice nazionale dei Contratti, come la Puglia, la Toscana, la Campania, insieme a Comuni come Torino, Perugia e Genova, che sono in prima linea e hanno risposto in modo attivo con norme ad hoc e atti comunali, a fronte di uno sterile dibattito nazionale”.

“La prerogativa di una Regione attenta alle esigenze della propria comunità è anche quella di farsi parte attiva presso il Parlamento e il Governo – aggiunge la consigliera -. All’assessore Callari ho precisato che un salario minimo dignitoso non permette al lavoratore solo di far girare l’economia, oppure di frequentare alberghi a 5 stelle, ma di arrivare a fine mese senza quegli affanni che anche l’Istat da tempo denuncia”.

“Avrebbe, invece – conclude Pellegrino -, un impatto diretto e positivo per accedere alle cure mediche e migliorare la propria salute divenendo uno strumento di giustizia sociale e di salute pubblica tale da consentire alle persone di curarsi e prevenire malattie, riducendo le disparità sociali e nell’accesso alla sanità”.