Padova – Cresce l’attesa per i saldi invernali, primo grande appuntamento promozionale dell’anno, che secondo le stime genereranno quasi 6 miliardi di euro di vendite a livello nazionale. In Veneto l’avvio ufficiale è fissato per sabato 3 gennaio, ma di fatto gli sconti sono già partiti da giorni.
Secondo un’indagine condotta da Confesercenti sui consumatori la maggior parte delle persone ha già effettuato acquisti scontati nella fase di “pre-saldi” iniziata subito dopo Natale. Un dato che conferma come il periodo promozionale si stia progressivamente dilatando, soprattutto nel settore moda, anticipando di fatto l’avvio delle vendite di fine stagione.
Tra il 26 dicembre e l’inizio formale dei saldi si sta consolidando un vero e proprio periodo promozionale parallelo: offerte, ribassi e iniziative riservate alla clientela fidelizzata – tra “saldi privati”, “pre-saldi”, “winter pre-sale” ed “exclusive sales” – anticipano la data ufficiale, svuotandone progressivamente il significato.
“Negli ultimi anni le strategie commerciali per battere la concorrenza sono esplose – sottolinea Nicoletta Allibardi, presidente di Fismo Confesercenti del Veneto Centrale – e l’attuale quadro normativo fatica a tenere il passo. Si è creato un vero e proprio mercato parallelo di sconti anticipati, online e offline, che si muove settimane prima dell’avvio ufficiale dei saldi”.
In questo scenario, gli acquisti natalizi risultano sempre più compressi tra due forti pressioni: da un lato il Black Friday, che anticipa una quota rilevante della domanda; dall’altro i saldi anticipati e le formule promozionali pre-festive, che intercettano la spesa residua. Dinamiche che spesso si sviluppano ai margini delle regole e finiscono per erodere le vendite tradizionali del periodo di Natale.
Per Confesercenti è quindi fondamentale riportare al centro del sistema promozionale trasparenza e concorrenza leale. Prezzi e sconti devono essere chiari, verificabili e comparabili, soprattutto nelle vendite online e nelle iniziative rivolte a platee selezionate. È inoltre indispensabile il pieno rispetto della normativa sugli annunci di riduzione di prezzo, a partire dall’obbligo di indicare il “prezzo precedente”, ovvero il più basso praticato nei 30 giorni antecedenti.
Il rischio è che i saldi perdano la loro funzione originaria e si trasformino in un episodio all’interno di un flusso promozionale continuo, generando confusione per i consumatori e penalizzando le imprese che rispettano le regole.
“Sul web e sui social assistiamo a un autentico far west promozionale – prosegue Allibardi – fatto di offerte poco trasparenti, prezzi iniziali difficili da verificare e tutele insufficienti per i consumatori. Un’area grigia che muove centinaia di milioni di euro e che accentua lo squilibrio competitivo tra le grandi piattaforme digitali e i negozi di vicinato, nonostante gli sforzi di formazione e innovazione promossi da Confesercenti”.
Per contrastare queste distorsioni, Fismo Confesercenti ribadisce una proposta portata avanti da tempo.
Il dibattito sulla regolamentazione dei saldi è ormai ampiamente aperto e, come sottolinea la presidente Nicoletta Allibardi, è necessario rivederne le tempistiche affinché le vendite di fine stagione si svolgano esclusivamente nel periodo a esse destinato. Una revisione che permetterebbe di tutelare il commercio nel delicato periodo natalizio e di prevenire ulteriori squilibri e distorsioni del mercato.



