“Le nubi di polvere sollevate con la demolizione dell’ex ospedale civile di Gorizia stanno allarmando i cittadini. La Giunta regionale deve chiarire subito quali controlli sono stati fatti sulla sicurezza ambientale del cantiere e sulla salute pubblica”. Così la consigliera regionale del Partito democratico Laura Fasiolo che in una nota annuncia il depositato “di un’ennesima e dettagliata interrogazione con l’obiettivo di fare luce sulle operazioni di abbattimento del complesso a Croce di Lorena, unico nel territorio, per far posto a un nuovo Campus scolastico realizzato dall’Ente di decentramento regionale”.
“Già in passato – spiega Fasiolo – avevo posto l’attenzione sulla presenza di materiali contenenti amianto negli edifici dell’ex ospedale civile e sui possibili rischi legati alla bonifica.
Allora mi fu risposto che le verifiche sullo stato di conservazione dei materiali erano proseguite nel corso degli anni, precisando tuttavia che non erano stati effettuati monitoraggi delle fibre aerodisperse in assenza, fino ad allora, di lavori potenzialmente suscettibili di determinare fenomeni di dispersione.
Ma le demolizioni nel frattempo sono andate avanti e il 10 agosto scorso è stata segnalata una consistente e preoccupante nube di polveri che, stando alle segnalazioni riportate dalla stampa, avrebbe interessato le aree circostanti e anche il territorio sloveno”.
La consigliera sottolinea come l’area dell’intervento sorga a ridosso di zone residenziali e strutture sociosanitarie anche oltre confine.
“Mi chiedo se i cittadini siano stati messi al corrente dei potenziali rischi e delle eventuali precauzioni da adottare”, afferma Fasiolo, che attraverso l’atto ispettivo interroga l’Esecutivo regionale per conoscere “quali monitoraggi abbiano concretamente svolto Arpa Fvg e Asugi prima e durante i lavori, con particolare riferimento all’eventuale dispersione di amianto o fibre pericolose e se, e quando, la Giunta intenda attivarsi con le autorità slovene per avviare un monitoraggio ambientale e sanitario coordinato sull’area transfrontaliera interessata”.



