SALUTE MENTALE: si sceglie la terapia in presenza. Ansia e stress le cause tra i giovanissimi

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Per gli italiani la terapia si fa in studio (87%), in calo l’online
Ansia e stress le motivazioni principali (41%), soprattutto tra gli under 25

• Ansia e stress colpiscono soprattutto i giovani tra i 18 e 24 anni (46%) e gli adolescenti (36%). Con l’avanzare dell’età cambiano i disagi emotivi: i 25-34enni cercano aiuto per le relazioni , i 50-64enni per traumi , mentre tra gli over 65 la richiesta prevalente è per la depressione

• Gennaio è il mese di picco per iniziare la terapia, raccogliendo il 13% delle richieste totali annuali. Segue agosto (10%), momento di introspezione fondamentale in vista della ripresa autunnale

• Life coaching: richiesto soprattutto per la carriera (26%), le relazioni e lo stress (entrambi al 19%). Anche in questo caso il percorso si intraprende soprattutto offline (56%)

Negli ultimi anni, la psicologia online si è affermata come una modalità sempre più diffusa per chiedere supporto, ampliando le possibilità di accesso alla cura, riducendo le barriere logistiche e, talvolta, affiancando il percorso tradizionale in studio.

Nonostante la crescente disponibilità di piattaforme digitali e strumenti per le sedute a distanza, però, la maggior parte delle persone continua a scegliere il percorso psicologico in presenza, una preferenza che nel 2025 non solo si è confermata, ma è anche cresciuta rispetto all’anno precedente.

A evidenziarlo sono i dati di ProntoPro, il marketplace di riferimento per i servizi professionali che mette in contatto domanda e offerta, dai quali emerge che nel 2025 l’87% delle richieste di supporto psicologico sulla piattaforma ha riguardato sedute in studio, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2024. Al contrario, le richieste di supporto online scendono al 13%, rispetto al 14% dell’anno precedente.

Ansia e stress le principali motivazioni per cui si va dallo psicologo (41%), soprattutto tra i giovani

Nel 2025, ansia, stress e paure sono emerse come le principali motivazioni che spingono le persone a rivolgersi a uno psicologo. Secondo i dati ProntoPro.it, oltre quattro richieste su dieci (41%) sono infatti legate a queste problematiche, una quota in crescita di tre punti percentuali rispetto al 2024, quando si attestava al 38%, e che racconta come il disagio emotivo legato alla gestione delle pressioni quotidiane continui a rappresentare una delle principali porte di accesso al supporto psicologico.

Scendendo nel dettaglio anagrafico, emerge con particolare evidenza il disagio delle fasce più giovani: tra i 18 e i 24 anni, infatti, la percentuale di richieste riconducibili ad ansia, stress e paure sale al 46% (cinque punti percentuali in più rispetto alla media nazionale).

Anche tra gli adolescenti il fenomeno appare in crescita: il 36% delle richieste è legato a queste tematiche, con un aumento di tre punti percentuali rispetto all’anno precedente. Numeri che restituiscono l’immagine di una generazione alle prese con un senso diffuso di precarietà emotiva.

Relazioni, coppia e fragilità emotive: la terapia come spazio di equilibrio nelle diverse fasi della vita

Nel 2025 è cresciuta anche l’attenzione verso il benessere relazionale e la qualità dei legami. I servizi legati allo psicologo di coppia registrano infatti un aumento del 27% su base annua (rappresentando il 6% delle richieste totali di supporto psicologico), un segnale chiaro di come le difficoltà nelle relazioni vengano sempre più riconosciute come un tema da affrontare con il supporto di un professionista.

Imparare a stare bene con l’altro, oltre che con se stessi, emerge come una priorità trasversale, che accompagna le diverse fasi della vita. A distinguersi è in particolare la fascia tra i 25 e i 34 anni, per la quale i problemi relazionali rappresentano la seconda motivazione che spinge a intraprendere un percorso di terapia (15%, la quota più alta tra tutte le fasce d’età), a conferma di come questo momento di costruzione dell’identità personale e affettiva sia spesso accompagnato da interrogativi e fragilità emotive.

Nel gruppo tra i 35 e i 49 anni, invece, a emergere sono le problematiche di coppia (14%, otto punti percentuali in più rispetto alla media nazionale, che si attesta sul 6%), esprimendo un disagio in un momento spesso caratterizzato da equilibri complessi tra lavoro, famiglia e responsabilità.

Salendo con l’età, cambiano invece le esigenze di supporto. Tra i 50 e i 64 anni, la richiesta di aiuto psicologico si concentra soprattutto su eventi traumatici come lutti, malattie o esperienze di violenza: in questa fascia, il 12% delle richieste è legato a traumi, una quota superiore di sei punti percentuali rispetto alla media nazionale e la più alta in assoluto tra tutte le fasce d’età.

Infine, quando si parla di depressione, sono gli over 65 a ricorrere più frequentemente allo psicologo: in questa fascia, il 23% delle richieste riguarda infatti il supporto psicologico per stati depressivi, con un’incidenza di 14 punti percentuali superiore alla media nazionale.

Quando si inizia un percorso: i momenti dell’anno in cui cresce la domanda di supporto psicologico

Osservando l’andamento delle richieste nel corso dell’anno, emergono con chiarezza alcuni momenti particolarmente significativi per l’avvio di un percorso psicologico.

L’inizio dell’anno si conferma una fase chiave per il benessere mentale, complice il rientro dalla pausa delle festività, le riflessioni legate ai nuovi inizi e una maggiore propensione a rimettere ordine nelle proprie priorità personali e relazionali. Nel 2025, gennaio si è infatti affermato come il mese di picco per i servizi psicologici, concentrando il 13% delle richieste totali annuali.

Una tendenza che sembra trovare conferma anche all’inizio del 2026: la proiezione per gennaio registra infatti un aumento del 10% delle richieste rispetto allo stesso mese del 2025, indicando una stagionalità ormai consolidata e un bisogno di supporto psicologico che continua a manifestarsi con forza nei momenti di passaggio e di ripartenza.

Accanto all’inizio dell’anno, è l’estate a confermarsi un momento rilevante. Agosto, in particolare, raccoglie il 10% delle richieste totali, posizionandosi come uno dei mesi più “caldi” per l’avvio della terapia.

Life coaching: obiettivi, carriera e consapevolezza come strumenti di crescita

Accanto al supporto psicologico, nel 2025 si è consolidato come strumento sempre più diffuso di sviluppo personale e professionale anche il ruolo del life coaching: figura specializzata nell’accompagnare individui e professionisti nel definire obiettivi chiari, superare blocchi e costruire piani d’azione concreti, lavorando su consapevolezza, motivazione e autonomia. Un approccio orientato al presente e al futuro, che si è progressivamente affermato sia in ambiti tradizionali, come lo sport e lo spettacolo, che nella gestione del benessere quotidiano, delle relazioni e, soprattutto, delle sfide legate al lavoro.

I dati ProntoPro mostrano infatti come, nell’ultimo anno, la principale motivazione che ha spinto a rivolgersi a un life coach sia proprio la carriera, che rappresenta il 26% delle richieste totali. Un dato che conferma quanto il lavoro continui a essere una delle aree su cui le persone sono più propense a investire in termini di crescita, cambiamento e miglioramento delle proprie competenze, sia in momenti di transizione professionale sia nella ricerca di maggiore equilibrio e soddisfazione.

Accanto alla sfera lavorativa, emergono con forza anche bisogni più personali ed emotivi, che raccontano un utilizzo del life coaching sempre più trasversale, capace di intercettare ambizioni concrete e il desiderio di maggiore chiarezza e stabilità emotiva nella vita quotidiana.

Le relazioni interpersonali e la gestione di ansia e stress rappresentano entrambe il 19% delle richieste, seguite a breve distanza dalla gestione delle emozioni (18%).
Anche nel caso del life coaching, gli incontri in presenza risultano i più scelti dagli utenti: 56%, contro il 44% di chi preferisce fare le sessioni online.