Sanità: contenere la spesa farmaceutica

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Sanità: contenere la spesa farmaceutica con un maggior ricorso a gare d’appalto centralizzate per farmaci non più coperti da brevetto (come i farmaci generici o i biosimilari) e promuovere l’utilizzo sicuro dei farmaci attraverso maggiori controlli sull’appropriatezza delle prescrizioni

La Giunta regionale, con una delibera, riqualifica la spesa farmaceutica, sia diretta sia convenzionata, rimodulando i tetti di spesa assegnati alle Aziende del servizio sanitario regionale e indicando gli obiettivi di contenimento della spesa per il triennio 2026/2028.

Gli acquisti diretti sono riferiti a farmaci che vengono somministrati direttamente nelle strutture sanitarie o erogati attraverso i centri specialistici e le farmacie ospedaliere.

Nell’ultima rilevazione 2025 la spesa farmaceutica diretta è cresciuta del 7,65% rispetto al 2024, con un incremento rispetto alla media nazionale del 1,40%. L’obiettivo della Delibera di Giunta è invertire la rotta e contenere la crescita della spesa mantenendola sotto la media nazionale di 1,36 punti nel 2026, 1,77 nel 2027 e 2,68 nel 2028.

La maggior parte della spesa farmaceutica diretta viene assorbita dai farmaci per curare neoplasie e malattie rare, farmaci che hanno un costo alto ma rispetto ai quali per la loro peculiarità, non è possibile preventivare un risparmio. È escluso dai tetti di spesa anche il costo degli anticorpi per l’immunizzazione contro il Virus Respiratorio Sinciziale.

Esistono invece margini di razionalizzazione sui quali si è deciso di agire sia promuovendo l’utilizzo appropriato dei farmaci, sia attraverso il ricorso a gare d’appalto per l’acquisto di farmaci alternativi, nei casi in cui sia scaduto il brevetto per determinati principi attivi, sempre compatibilmente con le esigenze cliniche dei pazienti.

La delibera affida ai Direttori Generali e Sanitari delle Aziende SSR il compito di vigilare su eventuali comportamenti inappropriati, oltre che segnalare i casi reiterati di mancato rispetto delle disposizioni alla Regione, ai fini dell’esclusione dall’elenco dei Centri autorizzati. La verifica sull’operato dei Centri nelle strutture private accreditate è a cura della ASL competente per territorio.

Nell’ambito delle azioni finalizzate al potenziamento dell’appropriatezza prescrittiva, si parte dalle categorie terapeutiche che nel 2025 hanno registrato sensibili incrementi di spesa: medicinali per il colesterolo, farmaci dermatologici, alcuni medicinali antidiabetici e contro l’obesità. Si tratta di farmaci con un consumo pro capite che risulta superiore alla media nazionale. Inoltre sono previsti controlli sui gas medicali, con particolare riferimento all’Ossigeno Terapia Liquida Domiciliare (OTL) per i quali i dati segnalano un possibile utilizzo inappropriato.

La strategia regionale prevede inoltre la promozione di un utilizzo più ampio dei farmaci biosimilari, ossia farmaci sovrapponibili agli originatori per i quali è scaduto il brevetto. L’utilizzo deve essere compatibile con le esigenze cliniche dei pazienti.

Per quanto riguarda la spesa farmacologica convenzionata (farmaci di fascia A ritirati in farmacia con ricetta del Servizio sanitario), analogamente a quanto fatto per la diretta, la Delibera di Giunta Regionale fissa un tetto e una traiettoria discendente, dal +7,81% in atto al +6,73% nel 2026 fino al +6,50% nel 2027–2028.

Questo tipo di spesa nel 2025 è cresciuta per ragioni stabilite a livello nazionale (nuove regole di remunerazione delle farmacie e lo spostamento di alcuni farmaci dal canale ospedaliero a quello della farmacia) e in parte per questioni che riguardano l’appropriatezza prescrittiva e l’utilizzo ancora troppo alto di antibiotici. Su questo secondo aspetto si è stabilito di agire chiedendo ai Direttori generali di Aziende ed Enti del servizio sanitario regionale:

•          controlli sull’appropriatezza delle prescrizioni, collegati a obiettivi specifici assegnati sia ai medici prescrittori sia agli uffici aziendali e distrettuali di verifica;

•          rispetto della soglia nazionale sul consumo di antibiotici (indicatore NSG D14C), monitorato attraverso un cruscotto dedicato del sistema informativo regionale;

•          audit periodici nei distretti con i medici di famiglia e i pediatri, in cui gli obiettivi di contenimento sono resi noti a tutti i prescrittori, con indicazione delle correzioni da apportare e ritorni periodici sullo stato di avanzamento;

•          potenziamento della consegna diretta dei farmaci da parte della ASL (primo ciclo di terapia dopo il ricovero o la visita specialistica, distribuzione ai pazienti assistiti a casa o in struttura), con presa in carico dei pazienti cronici trattati con terapie ad alto costo.

Le aree terapeutiche in cui si interviene prioritariamente sono ancora una volta il controllo del colesterolo e dei trigliceridi, gli inalatori per asma e broncopneumopatia cronica, gli antibiotici, i farmaci per la pressione, i medicinali per il controllo del tono dell’umore e antiepilettici, i farmaci per il fegato e le vie biliari. Si tratta di farmaci per i quali si registra un consumo più alto rispetto allo standard nazionale o prescrizione di farmaci più costosi o ancora un utilizzo di molecole ad alta potenza che dovrebbero essere riservate a trattamenti di secondo livello.