Scandalo fondi Ue in Grecia: Mitsotakis vara il rimpasto per salvare il governo

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Un “lifting” di governo necessario, quasi imperativo, per evitare che l’esecutivo conservatore resti sommerso dal fango di uno scandalo finanziario di proporzioni europee.

Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, ha rotto il silenzio dei giorni scorsi decidendo per un profondo rimpasto della sua squadra. La mossa arriva dopo che la Procura europea (EPPO) ha messo sotto la lente d’ingrandimento quattordici esponenti del partito di governo, Nea Dimokratia, accusati di aver drenato illegalmente fondi destinati alla Politica Agricola Comune (PAC).

Il terremoto nei ministeri

Il bilancio politico delle ultime ore è pesante: hanno fatto un passo indietro il Ministro dell’Agricoltura, quello della Protezione Civile e il Viceministro della Salute, tutti coinvolti a vario titolo nell’inchiesta. Per tentare di blindare il dicastero più esposto, quello dell’Agricoltura, Mitsotakis si è affidato all’esperienza di Margaritis Schinas, già vicepresidente della Commissione Europea e figura di garanzia nei rapporti con Bruxelles.

La crisi è precipitata quarantott’ore fa, quando l’EPPO ha trasmesso al Parlamento greco i fascicoli d’indagine, chiedendo formalmente la revoca dell’immunità per 11 parlamentari della maggioranza. Le ipotesi di reato sono pesanti: frode informatica, false attestazioni e istigazione alla violazione dei doveri d’ufficio per fatti risalenti al 2021.