Se al governo ci fosse stato il Pd “in primo luogo avremmo chiamato le cose col loro nome: una azione militare unilaterale di Usa e Israele che viola il diritto internazionale e che va fermata subito. Come vanno fermate le ritorsioni indiscriminate del regime iraniano. Avremmo detto ad alta voce che e’ una guerra illegale, e che bisogna arrivare subito al cessate il fuoco e riaprire i canali diplomatici, garantire la sicurezza del suolo europeo e riportare a casa i connazionali bloccati”.
Lo dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, in un’intervista al Manifesto. Per la leader dem “un grande paese come l’Italia, con la sua tradizione diplomatica in Medio Oriente, non puo’ permettersi il silenzio: deve quantomeno far sentire la propria voce come ha fatto il premier spagnolo Sanchez”. Teme un ulteriore allargamento del conflitto? E un coinvolgimento dell’Italia? “Il governo deve escludere qualsiasi autorizzazione all’uso delle basi Usa in Italia”, “il governo deve dire subito che esclude l’utilizzo delle basi per qualsiasi supporto agli attacchi militari Usa che violano il diritto internazionale. Questo impone l’articolo 11 della Costituzione di fronte a un intervento militare di questo genere. Noi siamo al fianco del popolo iraniano che deve essere protagonista della transizione democratica, e abbiamo sempre condannato il regime sanguinario: siamo nelle piazze del movimento Donna vita liberta’ dal 2022, la destra non l’ho mai vista. E siamo convinti che l’Iran non debba possedere armi nucleari: ma quel risultato andava perseguito con il negoziato.
La storia insegna: la democrazia non si esporta con le bombe”, insiste Schlein, secondo la quale la “subalternita’” di Meloni a Trump “la sta gia’ pagando a caro prezzo l’Italia”. Quanto al centrosinistra e al tavolo sul programma “sui tempi decideremo insieme, ma la cosa fondamentale e’ che non partiamo da zero: la coalizione c’e’, in questi tre anni abbiamo lavorato insieme sulle tante cose che ci uniscono. Penso agli emendamenti all’ultima manovra che toccavano temi come lavoro, sanita’, fisco, scuola, sicurezza. Certo, c’e’ da approfondire, fare sintesi, ma io sono molto soddisfatta del lavoro fatto”
. E il candidato premier? “Troveremo una modalita’ di scelta condivisa. Siamo tutti consapevoli della grande responsabilita’ che abbiamo: per la prima volta dopo oltre 20 anni possiamo andare al governo con una coalizione progressista vincendo le elezioni. E’ talmente vero che se n’e’ accorta anche la destra che, per ostacolarci, vuole cambiare la legge elettorale e sta affondando tutte le nostre proposte unitarie”. “Il governo lo batteremo alle politiche, con la coalizione progressista che non sara’ solo ‘contro’, ma ‘per’ un’altra visione dell’Italia. Il referendum non l’ho mai politicizzato, ho sempre cercato di stare sul merito. A differenza di Meloni, che sta conducendo una grave campagna di delegittimazione dei magistrati, rischiando di minare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni”, conclude



