Noi cattocomunisti, cristiano comunisti o come diavolo preferite chiamarci, siamo maledettamente, perennemente, ostinatamente contrari alla guerra
Guarda un po’ esattamente al contrario dei fascisti, che quelli sì le guerre le amano. Amano propagare odio e sentimenti di vendetta. Amano, loro, così afflitti da complessi d’inferiorità spesso giustificati dalla loro ignoranza, la superiorità, la supremazia. È un paradosso ma è così.
E quindi, visto che in quasi tutto il mondo comandano loro, i fasci, i neofasci, le destre estreme, i nostalgici della notte dell’umanità, i “virili” o come diavolo preferite definirli, mai come adesso la guerra è vicina. È incombente.
E, ovviamente, per poterla fare, come si è visto già tante volte, soprattutto nel secolo passato, hanno bisogno di avere un “nemico” e quello lo hanno individuato. Hanno bisogno che quel “nemico” venga percepito come brutto e cattivo. E pure questo necessario passaggio, lo stanno portando avanti.
Tutte le guerre sono state aperte con pretesti. Vogliono le prove sui droni che hanno attaccato la residenza di Putin, però non forniscono le prove sulla provenienza dei fantomatici UFO che sorvolano tutta l’Europa.
Loro dicono che sia scontato che siano russi. Così per default. Il tossico Zelensky sta compiendo, da anni ormai, attentati terroristici, ma i terroristi sono gli altri. Dico questo perché con la irresponsabile azione ucraina, siamo andati vicini a una reazione nucleare russa. Piovono droni su un hotel e uccidono 24 civili in vacanza, però sono civili russi, quindi civili “atipici”. Bambini russi, quindi non bambini.
Poi ci sono i soldi. Quella cosa che odiano tutti. E sono tanti, tantissimi. Entreranno tutti nelle tasche di chi le ha già piene e verranno tolti a chi non ne ha abbastanza per vivere. E lì noi comunisti scleriamo di brutto, perché noi “inutili” abbiamo in testa quella maledetta malformazione che vorrebbe il benessere per tutti, non solo per alcuni. Quella dannata cosa che si chiama “redistribuzione della ricchezza”.
I fasci e i destronzi no, la pensano al contrario. E visto che quelli con le tasche piene sono come i bagni, in fondo a destra e si sono buttati tutti a costruire armi… Facile vero?
I soldi, dicevo, sono tanti. Il 5% del Pil. Una cosaccia enorme. Vuol dire che qualunque cosa facciamo, vendiamo, compriamo, il 5% lo diamo a loro, gli armaioli. Vuol dire che un euro dei venti che do al barbiere, andrà a finire a loro, ai mercanti e costruttori di morte. Con qualche stecchetta ai politici che la guerra la vogliono tanto tanto.
Italiani e non. Non penserete forse che loro amino tanto la guerra per “amore dell’arte”, vero? Che vogliano mandarci al macello per la “democrazia”, per gli ideali e altre simili amenità, vero? Della democrazia, delle bandiere, degli ideali importa loro il doppio della metà di un caxxo. Sono i soldi, altro che minchiate.
La Von der Leyen parlava in privato con il CEO di Pfizer e non vuole dirci di cosa, perché? Beh, con armi e guerra è la stessa cosa. Giungiamo quindi all’ultima parte del “lavoro”: la convinzione delle masse. Della parte più ignorante, ovviamente. Quella che forma il proprio parere guardando la televisione.
E così cercano di dare un gradevole appeal alla guerra. Ci nascondono la cifra dei morti, degli amputati. La guerra diventa una cosa che ha fascino. Diventa giusta, difensiva, ideale. Col caxxo, la guerra è orribile, in guerra muoiono giovani vite. E ci manderanno i vostri figli e nipoti, non i loro.
Leonardo per la prima volta nella storia fa pubblicità in televisione. Una roba rilassante, accattivante, tranquillizzante. Con i nomi degli artisti del Rinascimento, messaggio subliminale tanto evidente, per chi ha capacità di riflessione, che diventa perfino banale. Quali possano essere i motivi che spingano un produttore di carri armati e di missili a fare pubblicità è la domanda, visto che nessuno dei teleutenti può comprare ciò che Leonardo produce. Anche questa è una parte del lavoro.
(Giancarlo Selmi)



