“Il ritardo è di oltre un mese – spiega Caterina Spiezio, responsabile ricerca e conservazione del parco – ma ci aspettiamo comunque che tutte le possibili coppie depongano il proprio uovo, le cui prime schiuse sono ormai attese per la fine di aprile”
La mancanza di precipitazioni in natura, non solo mette a rischio una specie mediterranea che proprio negli ultimi anni è tornata a popolare le nostre coste, ma anche l’intero ecosistema semi-acquatico legato alla sua presenza.
Fenicotteri rosa del Parco Natura Viva a Bussolengo, Veneto Facebook Parco Natura
“I fenicotteri si cibano di invertebrati acquatici, crostacei e alghe. Per farlo, usano le zampe per smuovere il fondo e far risalire tutto ciò di cui possono alimentarsi – sottolinea Spiezio – .
Questo consente l’ossigenazione e mescola il materiale organico, contribuendo all’equilibrio di tutte le zone umide che popolano. Già si tratta di nicchie ecologiche che più di tutte soffrono l’inquinamento e la conversione agricola. Aggiungere anche la minaccia del cambiamento climatico, significherebbe prevedere un futuro veramente incerto per questa specie”.


