Cittadinanza attiva, prevenzione e lettura condivisa dei rischi territoriali
Acqui Terme – Prosegue ad Acqui Terme il percorso di “Sicuri Insieme”, promosso da Cittadinanzattiva (finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) per rafforzare la consapevolezza delle comunità locali sui rischi di origine naturale e umana, favorendo una partecipazione informata ai processi di prevenzione e tutela.
La tappa del 10 febbraio rappresenta un momento di restituzione pubblica e confronto tra i cittadini e l’Amministrazione comunale sul Piano di Protezione Civile, a partire dai contenuti della “Mappa dei Rischi” elaborata attraverso le indicazioni fornite dalla comunità lo scorso anno.
Nel territorio di Aqui, i fattori di rischio di origine naturale segnalati dalla comunità riguardano, in primo luogo, la dimensione idraulica. Il Comune è inserito in un sistema idrografico complesso, nel quale il fiume Bormida rappresenta l’asse principale, alimentato da corsi d’acqua minori che convergono in prossimità dell’area urbana.
Secondo la “Mappa dei Rischi”, la vulnerabilità è accentuata dalla presenza di aree morfologicamente depresse sviluppatesi lungo il corso del fiume, particolarmente esposte in caso di piena, con effetti ricorrenti su abitazioni, cantine e viabilità.
Tra i punti più sensibili viene indicato il quartiere termale di Bagni, luogo identitario per la Città anche per la presenza dei resti dell’antico acquedotto romano. L’area, sviluppata a quota inferiore rispetto al livello del Bormida, può essere interessata da fenomeni di esondazione, in particolare nella porzione a monte del Ponte Carlo Alberto.
Ulteriori criticità riguardano via Soprano, dove la relazione tra morfologia urbana e rete fognaria favorisce, in condizioni di piena, la risalita delle acque e il ritorno dei reflui nelle aree abitate, con ricadute igienico sanitarie rilevanti.
Accanto alla dinamica idraulica, la “Mappa dei Rischi” segnala una persistente esposizione al dissesto idrogeologico. Nei secoli, il territorio comunale è stato interessato da numerosi episodi franosi, con un impatto sulla popolazione stimato nel tempo in circa 200 vittime, attribuibili a frane e smottamenti.
La comunità richiama l’attenzione sul possibile aggravamento di tali fenomeni in relazione all’aumento di piogge intense e concentrate, nonché sul movimento franoso del Monte Stregone, attualmente oggetto di monitoraggio.
“Ad Acqui Terme Cittadinanzattiva collabora attivamente con l’Associazione locale di Protezione Civile che ben conosce il territorio. Con Sicuri Insieme ci rivolgiamo a tutta la Comunità, proprio per approfondire la conoscenza delle fragilità dei luoghi che abitiamo, per maturare maggiore consapevolezza e per essere capaci di rispondere più efficacemente ad eventuali emergenze.
Un percorso per leggere assieme il Piano di Protezione Civile Comunale e riflettere sui temi che affronta.” dichiara Giorgio Pizzorni, Coordinatore dell’Assemblea Territoriale di Cittadinanzattiva di Acqui Terme.
Il quadro dei rischi locali è completato da fattori di origine umana. I cittadini esprimono una sensibilità elevata rispetto alla qualità delle acque e alle eredità ambientali di attività industriali storiche, oltre a preoccupazioni legate a nuove pressioni infrastrutturali e impiantistiche.
Un insieme di elementi che rende evidente la necessità di un monitoraggio continuo e di politiche integrate in grado di tenere insieme tutela ambientale, salute pubblica e sicurezza delle persone.
Il contesto nazionale nel quale si colloca l’iniziativa è caratterizzato da una crescente frequenza di eventi estremi. Secondo i dati del Dipartimento della Protezione Civile, elaborati da Openpolis, da maggio 2012 a marzo 2023 lo stato di emergenza è stato dichiarato 169 volte.
Di queste, 135 dichiarazioni sono riconducibili a eventi idrici o meteorologici estremi, mentre 9 hanno riguardato eventi sismici o vulcanici. Dati che confermano la necessità di rafforzare politiche di prevenzione strutturale e partecipata.
Attraverso “Sicuri Insieme”, Cittadinanzattiva ribadisce il valore della collaborazione tra cittadini e istituzioni come risorsa fondamentale per favorire la sicurezza e la salute collettiva. Conoscere i rischi, renderli comprensibili, discuterli pubblicamente e tradurli in azioni concrete anche grazie al contributo dei cittadini, significa rafforzare la resilienza delle comunità e ridurre l’impatto degli eventi estremi, in particolare sui contesti più fragili.
“Il Piano di Protezione Civile Comunale non è un mero adempimento amministrativo: è, invece, uno strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte.
Occorre che lo si aggiorni incoraggiando la massima partecipazione dei cittadini, che debbono farlo proprio, imparare a conoscere le fragilità del territorio nel quale vivono, richiedere di investire nella prevenzione, condividere le misure finalizzate alla gestione delle emergenze.
Riuscire a convivere con i rischi che gravano sui luoghi che viviamo non è un’opzione, ma un’esigenza, una priorità per chiunque, decisori, imprese, cittadini.
Non dobbiamo attendere la prossima emergenza per saperlo.” dichiara Raniero Maggini, Responsabile delle Politiche dell’Ambiente e del Territorio di Cittadinanzattiva.
Tutti i materiali del progetto, le Mappe dei rischi e gli aggiornamenti sulle tappe territoriali sono consultabili sul sito https://www.cittadinanzattiva.it/notizie/17546-sicuri-insieme-partecipare-il-governo-dei-rischi.html



