La nostra Editrice, Loredana Buoso, ha realizzato una fondamentale intervista congiunta, a due voci, con il Presidente Luca Silvestrone e con Simone Lucà, appena eletto alla guida della categoria che rappresenta gli interessi del trasporto commerciale pesante su gomma
Erano definiti “Eroi”, al pari di Medici e Infermieri, nei lunghi mesi dell’emergenza sanitaria e dello shock pandemico tra il 2020 e il 2021; archiviato quel particolare periodo storico, la cui tragicità è stata troppo presto dimenticata, gli Autotrasportatori, in analogia ai Camici bianchi, da risorsa pressoché indispensabile sono stati derubricati a problema. Lo scenario attuale del caro/carburanti, in uno con normative sempre più cavillose sul piano fiscale e amministrativo e del Codice stradale, è lì a dimostrarlo. Per questa ragione, ConfederImprese ha deciso di scendere direttamente in strada e di dare vita a una “costola” che sia un modello virtuoso di sindacalismo categoriale “dove non sarà la Politica a servirsi di noi, ma viceversa – tiene a precisare il Presidente Luca Silvestrone, presentando il neo eletto dirigente di settore Simone Lucà, chiamato a esprimere le istanze di un segmento aziendale da cui, fuori di metafora, transita l’ottanta per cento dell’economia reale.
“Occorre radicare, nel nostro Paese, la constatazione che l’autotrasporto, per circostanze storiche e strutturali, è un settore dal cui buon andamento, e stato di salute, dipende la continuità degli altri ambiti industriali e commerciali”, ha precisato Silvestrone: “Vogliamo evitare il rischio che il sindacalismo si limiti alla semplice acquiescenza politica. Intendiamo agire su due fronti concomitanti, ossia il miglioramento normativo e burocratico delle condizioni di lavoro degli Autotrasportatori e la piena conoscenza e conoscibilità di una serie di strumenti finanziari e agevolativi non del tutto conosciuti ma vigenti fin da ora”.
“Quello che noi abbiamo constatato, e che ci ha portato ad assumere l’iniziativa della quale parliamo in questa sede odierna – ha ulteriormente proseguito Simone Lucà – è la circostanza in base a cui altre sigle associative magari ottengono una concessione politica anche piccola e quindi, subito dopo, rinunciano a ogni proposito di agitazione. Ma di fronte alla prospettiva di oltre 4000 euro al mese di costi carburanti, oltre alle penalizzazioni connesse ai pedaggi, alle assicurazioni e alle normative stradali, non possono essere le piccole concessioni a salvarci dalla chiusura”.
“Prossimamente – concludono Silvestrone e Lucà – metteremo a punto una guida di orientamento ai servizi e alle agevolazioni che saranno messe in campo da ConfederImprese, in uno con la piattaforma dell’attivismo sindacale puro che ci caratterizzerà sul piano delle capacità operative”.





