Soffro di una neuropatia cronica che attacca il sistema motorio

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A volte sto meglio, a volte peggio. L’unico rimedio è la fisioterapia, ma non ho nessuna intenzione di andarmene. Sto bene. Non benissimo, ma diciamo che me la cavo. Finché sentirò l’appoggio della mia famiglia, dei dirigenti e dei miei collaboratori e finché i giocatori mi seguiranno, andrò avanti.

La ‘Garra Charrua’? L’espressione è diventata il tratto distintivo di un calcio nel quale il giocatore si ribella difronte alla sconfitta, rifiuta di darsi per vinto, va a cercare una vittoria superando situazioni di stanchezza, inferiorità numerica o svantaggio”.

L’immagine più bella l’ha mostrata al Mondiale 2018, l’esultanza al gol della sua “Celeste”, dimenticando per un attimo la malattia, la “Sindrome di Guillain-Barrè”. Ma Oscar Washington Tabarez, non ha nessuna intenzione di abdicare.

“Il talento non è sufficiente. È importante per arrivare a un certo livello professionale, però per diventare un vincente, un leader, per fare come il Liverpool di Klopp, al momento l’espressione più brillante del calcio mondiale, servono anche altre cose. Penso all’unione del gruppo, alla condivisione di valori e obiettivi, al riuscire a dare un significato a ciò che si sta facendo. Questo rende straordinaria una squadra normale. E sono cose che dipendono dalla capacità dello staff tecnico, non te le dà un tablet. La differenza la fa sempre il fattore umano”.

73 anni oggi, tanti auguri “Maestro” ❤️                                                                                                   fonte calcio totale facebook