SPORT. NOVELLI (FI): GRAVI CORI SESSISTI CONTRO ARBITRA UNDER 14

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Roberto Novelli (Forza Italia)

“Offese sessiste rivolte a una giovane arbitra durante una partita del campionato Under 14 rappresentano un episodio grave e profondamente preoccupante. Il rispetto va insegnato prima, non imposto dopo”

Lo afferma in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Roberto Novelli che aggiunge: “Parliamo di una gara giovanile di ragazzi che stanno crescendo e imparando. Quando dagli spalti arrivano insulti, discriminazioni e atteggiamenti sessisti, il problema non è solo sportivo: è culturale ed educativo”.

“L’episodio, stigmatizzato anche dai vertici federali regionali, dimostra quanto sia urgente intervenire non soltanto con sanzioni, ma con un percorso strutturato di prevenzione. Per questo – ricorda l’esponente di Forza Italia – è stato attivato in via sperimentale in alcuni istituti superiori del Friuli Venezia Giulia un percorso, sostenuto anche dalla Regione, dedicato all’inserimento del fair play all’interno dell’educazione civica. Non si tratta solo di parlare di sport, ma di rispetto, responsabilità, linguaggio, comportamento, riconoscimento dell’altro”.

Secondo Novelli “il fair play non è una categoria sportiva, ma un principio sociale. Il rispetto dell’arbitro, dell’avversario, delle regole, della donna, della persona: tutto questo è educazione civica. Se insegniamo ai ragazzi che competere non significa umiliare, che perdere non significa insultare, che l’autorità non va delegittimata con la violenza verbale, costruiamo cittadini migliori”.

Il consigliere regionale evidenzia un punto centrale: “Il messaggio deve partire dai giovani, ma può e deve arrivare anche agli adulti. Spesso i comportamenti più gravi non nascono in campo, ma sugli spalti. È lì che serve un salto culturale”.

“Casi come quello riportato sono segnali che non possiamo ignorare. Servono interventi educativi strutturali, servono responsabilità da parte delle società sportive e delle famiglie, ma serve soprattutto una nuova alleanza educativa tra scuola, sport e istituzioni. Il fair play – conclude Novelli – deve diventare materia viva, non slogan da appendere negli spogliatoi”.