Stangata carburanti: rincari per 1,1 miliardi al mese su famiglie e imprese

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I prezzi alla pompa e l’impatto territoriale

I listini del carburante in modalità self-service hanno ormai toccato livelli critici: Benzina: stabilizzata attorno ai 2,00 €/l, con un incremento del +19,3% rispetto al periodo antecedente al conflitto nel Golfo Persico. Gasolio: attestato sui 2,10 €/l, segnando un aumento del +21,5%.

L’impatto di questi aumenti risulta tuttavia disomogeneo sul territorio nazionale, colpendo in modo particolarmente severo il Mezzogiorno: Basilicata: registra l’aumento percentuale più alto con un +21,6% (+9,8 milioni di euro al mese). Campania: incremento del +21,3%, con un costo aggiuntivo di 89 milioni di euro mensili. Puglia: incremento del +21,3%, pari a quasi 70 milioni di euro in più al mese.

Efficacia delle misure governative e nodo risorse

Dall’inizio delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha stanziato oltre 7,3 miliardi di euro per contrastare la crisi energetica, di cui 5 miliardi destinati al contenimento delle bollette e 2,35 miliardi al taglio delle accise sui carburanti.

Tuttavia, queste risorse si sono rivelate insufficienti: i 2,35 miliardi destinati alla benzina e al diesel hanno sterilizzato gli aumenti per appena due mesi su dodici, arrivando a coprire solo un quarto dei 29 miliardi di costi complessivi previsti tra energia, gas e carburanti.

Per far fronte all’emergenza, il Governo mira ad attivare la clausola di salvaguardia europea per scomputare le spese energetiche dal Patto di Stabilità, sbloccando quasi 14,5 miliardi di euro in tre anni. La CGIA suggerisce però una strada alternativa per evitare di finanziare gli aiuti con un ulteriore incremento del debito pubblico:

Revisione della spesa pubblica: nel 2026 le uscite dello Stato raggiungono la cifra record di quasi 1.090 miliardi di euro (al netto degli interessi). I tagli proposti: una riduzione ottimizzata di appena l’1% della spesa pubblica libererebbe circa 11 miliardi di euro. L’obiettivo: eliminare gli sprechi senza intaccare lo stato sociale, evitando di scaricare i costi dell’emergenza sulle generazioni future.

La stangata sul primo esodo estivo

L’impatto dei rincari si fa sentire con particolare durezza anche sul fronte delle vacanze. Secondo le rilevazioni del Codacons basate sui dati Mimit, per il primo weekend di esodo estivo gli automobilisti italiani dovranno farsi carico di una maxi-stangata da 370 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

I calcoli sulle 25 milioni di vetture in circolazione evidenziano marcati rincari per il singolo pieno: Benzina (1,986 €/l in media): +16,2% rispetto al 2025, pari a un extra costo di 13,85 euro a pieno. Gasolio (2,079 €/l in media): +26,7% rispetto al 2025, per un rincaro di circa 22 euro a pieno.

Il Codacons denuncia inoltre la presenza di forti speculazioni lungo la filiera distribuiva: a fronte di un calo del prezzo del greggio Brent del -8,8% nella prima settimana di agosto, i prezzi alla pompa si sono ridotti in misura del tutto marginale (-0,04% per il diesel e -0,45% per la benzina).