“Il Movimento 5 Stelle ribadisce con forza che la scuola non è un costo da ridurre ma un diritto costituzionale da difendere, un investimento essenziale per il futuro del Paese, per l’uguaglianza delle opportunità e per la tenuta democratica delle nostre comunità. Continueremo a opporci a scelte ideologiche che usano numeri e procedure come alibi per fare tagli e chiediamo che le risorse vengano destinate al rafforzamento della scuola pubblica, non al suo progressivo smantellamento”
Così si è espresso il senatore del MoVimento 5 Stelle Marco Croatti, il Gruppo territoriale delle Colline Livornesi si unisce convintamente alle parole del senatore Croatti ribadendo con forza che il commissariamento deciso dal Governo nei confronti della Toscana, e delle altre Regioni Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna sul cosiddetto dimensionamento scolastico, non è un atto tecnico, ma una scelta politica grave che colpisce direttamente la scuola pubblica e l’autonomia dei territori.
“La chiamano “riorganizzazione amministrativa” ma dietro vi sono tagli, accorpamenti forzati, riduzione delle dirigenze e impoverimento progressivo della presenza dello Stato, dove la scuola è spesso l’ultimo presidio pubblico rimasto”.
Le Regioni commissariate avevano scelto responsabilmente di tutelare studenti, famiglie e docenti, adattando le scelte organizzative alla realtà demografica e sociale dei territori, evitando accorpamenti che avrebbero prodotto solo disservizi e ulteriore disagio.
Nello specifico, la Regione Toscana aveva provveduto a dimensionare secondo le indicazioni del ministero, ma era stato ritenuto doveroso sospendere gli accorpamenti in attesa dell’esito del ricorso straordinario che era stato presentato al presidente della Repubblica.
Il governo invece, con tale scelta, ha deciso unilateralmente di andare avanti e di non accogliere neppure la richiesta della Toscana di rivedere almeno i numeri dei tagli che sono sbagliati perché non basati sulla reale popolazione studentesca ma su una sottostima del numero di studentesse e studenti toscani”.
Infatti, basando il conteggio degli accorpamenti sui numeri reali di studentesse e studenti toscani, e non sulle stime, si passerebbe dai 16 imposti quest’anno dal governo ad 8, dimezzando il numero dei tagli.
La decisione governativa in Toscana si basa su uno scostamento di circa 8mila studentesse e studenti tra quanto stimato dal ministero e quanto attestato dall’Ufficio scolastico regionale della Toscana: 428.679 studentesse e studenti contro 436.671 iscritte e iscritti reali.
Ricordiamo inoltre che Il PNRR non impone numeri né metodi unici e non obbliga a trattare territori diversi come se fossero uguali, usare una argomentazione diversa è solo un mero tentativo di sviare la realtà.



