Silenzio tombale invece su proposte fiscali che riguardano il “modo di fare fisco”, la cui attuazione non necessita di risorse, solo di volontà politica.
Sarebbe mille volte più credibile (e dimostrerebbe molta più conoscenza dei temi di cui parla) un programma che metta al centro la modifica dei parametri di valutazione dell’Amministrazione finanziaria, spostandoli dal puro e semplice gettito alla discriminazione qualitativa del risultato in base al tipo di recupero effettuato.
Solo così smetteremo di avere una Amministrazione finanziaria più attenta a contestare quel che viene dichiarato, piuttosto che scovare ciò che non viene dichiarato; una Anninistraziione finanziaria più attenta a perseguire chi è apparentemente nullatenente tra prestanome e società apri e chiudi, piuttosto che concentrata su chi possiede in modo trasparente beni che, in virtù di questa trasparenza, è più facile individuare e sequestrare.
Di questi temi, però, ben pochi parlano, perché, alla fine, ben pochi sanno di cosa parlano.


