“Contrario alla chiusura delle discoteche ma favorevole al divieto di alcune scene che abbiamo visto in questi giorni”: è la posizione del governatore della Liguria Giovanni Toti, espressa in un’intervista al Corriere della Sera. La nuova ordinanza “non prevede facoltà di deroga ampliativa, e di conseguenza è un provvedimento di cui prendiamo atto – sottolinea Toti -. Noi, come Regioni, abbiamo fatto il possibile per migliorarlo e renderlo meno vessatorio”.
Ad esempio “abbiamo chiesto e ottenuto che non si chiudano i locali pubblici ma se ne limiti una parte delle attività. E ciò sta a significare che in qualche modo potranno continuare a lavorare. Inoltre, abbiamo chiesto al governo di risarcire il danno che questa misura produrrà”. L’unica giustificazione “a una limitazione dei diritti degli italiani è la preoccupazione di non riuscire a curare i malati. E oggi questa preoccupazione non solo non c’è ma è lontanissima dall’esserci”. I numeri dei contagiati di queste ore fanno allarmare “ma sappiamo anche che in Liguria su 200 posti di terapia intensiva ne abbiamo occupati solo tre” e va tenuto presente che “i nuovi contagiati non stanno alimentando nuovi ricoverati. Detto in altri termini, i nuovi malati di Covid, che i nostri uffici rintracciano, non sono realmente malati ma spesso sono portatori asintomatici, oppure persone con pochissimi sintomi che non necessitano ricovero”. La vera emergenza, ribadisce Toti, “è quella economica”.
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