C’è qualcosa di unico nel modo in cui Mita Medici guarda a Roma: non solo come città, ma come teatro di memorie, emozioni e scoperte artistiche
Proprio a Roma, al Teatro Ghione, le è stato consegnato il premio alla carriera durante la terza edizione del Premio Roma International di Letteratura, un riconoscimento che sembra cucito su misura per lei e per il legame indissolubile che ha con la sua città.
La sua storia comincia negli anni Sessanta, quando la Roma del Piper Club era un laboratorio di musica, arte e ribellione culturale. In quegli anni Mita Medici si affaccia al mondo dello spettacolo con la curiosità di chi vuole sperimentare tutto: teatro, canto, televisione. Nessuno avrebbe potuto immaginare allora quanto quel percorso sarebbe durato decenni e quanto avrebbe saputo reinventarsi con naturalezza, attraversando epoche e generi senza perdere entusiasmo e passione.
Oggi Mita Medici continua a sperimentare. Nei prossimi mesi porterà in scena “Duchi, imperatrici e streghe”, spettacolo articolato in quadri che raccontano storie di donne straordinarie, tra cui Franca Florio. E guarda già oltre confine: in autunno sarà a Parigi con la messa in scena di “Elena”, un testo del poeta greco Yannis Ritsos.
Eppure, nonostante le tournée e i progetti internazionali, Roma resta il filo conduttore della sua vita artistica. È alla città che vuole dedicare uno spettacolo speciale, un recital che parli di memoria, fascino e del tempo che passa senza scalfire la bellezza, perché, per Mita Medici, Roma è proprio come lei: più invecchia, più affascina.



