da 140 anni testimone dei valori di sant’Antonio
portavoce della Parola di Dio a fianco di chi è in difficoltà fedele al messaggio cristiano
L’impegno a portare avanti i valori testimoniati dal “Santo” per eccellenza – sant’Antonio – che si traduce in opere di carità – dallo storico “pane dei poveri” ai più attuali buoni pasto per i bambini più disagiati in tutta Italia (progetto Facciamo i buoni); dal sostegno ai progetti in carcere alle borse di studio per la formazione teologica; dalla collaborazione con le Cucine economiche popolari alla partecipazione alla Re.te Solida. Alla base l’intuizione di un prete straordinario, don Antonio Locatelli, una figura da riscoprire, che 140 anni fa aprì la Tipografia Antoniana in via Cappelli e fondò l’Associazione Universale di Sant’Antonio con l’intento di rivitalizzare la devozione antoniana e collegare i devoti del Santo di tutto il mondo. Dopo l’associazione (1886) arrivò l’Opera del Pane dei poveri (1887) e la rivista Il Santo dei miracoli (1888), evoluzione di un foglietto che si titolava Il Santo di Padova e il suo tempo.
E così in tre anni – 2026-2027-2028 – tre 140simi si succederanno per l’Associazione Universale Sant’Antonio. Un’occasione per riscoprire una storia, una figura, quella di don Antonio Locatelli, un percorso di carità, una devozione che ha propaggini in tutto il mondo, ma anche quel desiderio di proseguire a portare avanti la testimonianza dei valori che hanno fatto conoscere Antonio di Padova in tutto il mondo.
Era il 1886 quando don Antonio Locatelli (1839-1902), prete della Diocesi di Padova, fin da piccolo affidato a sant’Antonio dalla devozione materna, apre in via Cappelli a Padova la Tipografia Antoniana e fonda l’Associazione Universale di Sant’Antonio in sigla AUSA.
La devozione del Locatelli per il santo taumaturgo accompagna la sua crescita, la fragilità della salute, le crisi e lo spinge a cercare di diffondere la devozione antoniana nel mondo. «Don Antonio Locatelli – sottolinea l’attuale presidente di AUSA, don Livio Tonello, – è una di quelle figure della Chiesa, silenziose, spesso dimenticate, la cui grandezza non risiede in clamori o cariche altisonanti, ma nella profondità della loro fede, nella dedizione alla verità e nella tenacia con cui hanno servito Dio e gli uomini. La sua vita, segnata da studi rigorosi, sofferenze fisiche e interiori, e un profondo amore per sant’Antonio, merita oggi di essere riscoperta e valorizzata».
Appassionato di sant’Antonio, Locatelli studia, ricerca, approfondisce: a lui si deve la riscoperta di importanti sermoni antoniani inediti; e fu lui a sollecitare il riconoscimento del titolo di “dottore della Chiesa” al santo portoghese (attribuzione che arrivò da papa Pio XII nel 1946).
Con l’associazione Locatelli vuole unire i devoti e diffondere l’affetto per il santo in un vincolo di carità e di preghiera.
Per questo l’anno dopo (1887) fonda l’Opera del Pane de Poveri, che tuttora esiste in via Cappelli 28 e ogni giorno, dal lunedì al venerdì (ore 9.00-11-00) distribuisce pane e generi alimentari alle persone più bisognose e fragili (circa 60 chili al giorno di pane). Distribuire pane a chi aveva fame era l’intento di Locatelli, pane che oggi l’Opera dona anche alle Cucine economiche popolari della Fondazione Nervo Pasini.
L’anno dopo (1888) arriva la rivista Il Santo dei miracoli – il primo periodico antoniano – che tuttora grazie alle sue quattro edizioni (italiana, italiana per l’estero, francese e inglese) raggiunge sostenitori e benefattori in tutto il mondo creando un ponte tra quanti sono affezionati, devoti e amici del santo taumaturgo.
Negli anni l’impegno dell’associazione si è prodigato su vari fronti: fondamentale fu per esempio il ruolo dell’Associazione a Padova nel reperire fondi per la costruzione del Tempio antoniano della Pace, così come per la realizzazione dell’Opera della Provvidenza Sant’Antonio.
Per celebrare i 140 anni di vita dell’Associazione Universale di Sant’Antonio sono state avviate alcune iniziative per fare memoria e per concretizzare sempre più l’impegno caritativo.
Prima fra tutte “PAROLE E SEGNI. In dialogo con Sant’Antonio”, un primo ciclo di quattro webinar per testimoniare una storia e un’eredità.
Quattro appuntamenti dedicati ai benefattori, ai sostenitori e agli amici dell’associazione, ma aperti a un pubblico ampio, tutti on line sul canale You Tube dell’Associazione, alle ore 18.30 nei giorni 12 febbraio (in prossimità della festa della lingua di sant’Antonio); 26 marzo; 7 maggio e 11 giugno.
Ad aprire il ciclo di incontri giovedì 12 febbraio sarà un dialogo a tre voci con: don Livio Tonello (presidente Ausa); Michele Nicolè, direttore responsabile Il Santo dei miracoli; Elena Maselli (collaboratrice benefattori all’estero) che parleranno sul tema “Associazione Universale di Sant’Antonio. 140 anni di devozione e carità”.
Sarà l’occasione per celebrare un anniversario, fare memoria storica, rinnovare la gratitudine, guardare al futuro nel segno della devozione a sant’Antonio e all’impegno concreto nella carità, raccontare opere e segni.
Gli altri appuntamenti avranno come tema: “Molto più di prima” (il 26 marzo, con la presentazione del libro che dà il titolo all’incontro, scritto da Valentina Alba, una storia in cui si intrecciano dolore, amore e gratitudine; “Il sentiero di Antonio ‘Vangelo e carità'” (7 maggio, con l’illustrazione dell’opera bronzea dello scultore Romeo Sandrin del sentiero “Antonio Vangelo e Carità” dei Santuari Antoniani di Camposampiero); “Dalla Babele alla città celeste” (11 giugno, con la partecipazione tra gli altri di Maria Cinzia Zanellato, direttrice di Teatro Carcere).
Tra le iniziative per i 140 anni ci sarà poi, quest’anno, il lancio del progetto “Un posto al centro estivo (parrocchiale). Perché nessun bambino/a resti fuori dal gioco”, che mette a disposizione buoni nominali a copertura intera o parziale delle quote di iscrizione e pasti ai centri estivi parrocchiali (Grest) per quelle famiglie che altrimenti non potrebbero sostenere la partecipazione dei propri figli alle attività estive proposte dalle parrocchie.
Il progetto prevede una disponibilità iniziale di AUSA, che per il 2026 è pari a diecimila euro destinati a 200 bambini, che andrà alimentata da donazioni liberali e offerte nell’obiettivo di poter raddoppiare la disponibilità e arrivare a raggiungere 400 bambini.



