Tripodi (FI): “Da ministri attacchi vergognosi, per motivare loro tradimento”

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“Un bel tacer non fu mai scritto. Ma davanti agli attacchi quotidiani mossi, per motivare tradimenti occorre invece scrivere, e anche tanto per spiegare bene a chi legge, ascolta, s’interroga e documenta sull’attuale situazione politica e partitica.

Dalle Dimissioni di Mario Draghi, decise unilateralmente giovedì 14 luglio nonostante i 171 voti in Senato sul Dl Aiuti, a causa della sconsiderata scelta del movimento cinque stelle di astenersi dal voto di fiducia, e confermate il 20 luglio per la fiducia posta dal Presidente del Consiglio, alla mozione del senatore Casini che di fatto rompeva il patto di unità nazionale con il quale il governo ‘non doveva identificarsi con alcuna formula politica’,

(Quirinale 2 Febbraio 2021) Forza Italia è stata bersaglio di una vergognosa campagna di disinformazione da chi occupa in sua rappresentanza, posti apicali nel governo. Una campagna violenta e totalmente falsa che da militante ultraventennale e parlamentare, considero un insulto all’intelligenza dei nostri elettori”. Lo scrive in lungo post Facebook Maria Tripodi deputato di Forza Italia

“Vi spiego perché: i Ministri Gelmini e Brunetta – aggiunge -, ci imputano di esserci appiattiti ‘alla solita logica salviniana’. Un leitmotiv falso e pretestuoso evidenziato ad ogni piè sospinto dall’inizio della legislatura, con lo scopo di spingere Forza Italia fuori dal perimetro del Centrodestra. In barba alla storica alleanza sempre premiata dagli italiani che in 30 anni ci ha posto fianco a fianco nelle amministrazioni locali e in quel Cdm dove i nostri rappresentanti si sono accomodati in nome e per conto di quel movimento che oggi espongono al pubblico ludibrio su giornali e tv.

Accusano Forza Italia cioè Silvio Berlusconi di irresponsabilità per aver provocato la fine del Governo Draghi. Altra colossale bugia. È stata l’intuizione del nostro Leader a far nascere il Governo Draghi, e i suoi parlamentari gli hanno votato con convinzione la fiducia ben 55 volte. Lo avremmo fatto ancora, ma con una maggioranza senza quel M5S inaffidabile, dai capricciosi e inaccettabili penultimatum, che ne bloccava di fatto l’azione politica.

Posizione espressa sia al Presidente della Repubblica che al Presidente del Consiglio”.