Trump negozia come un malvivente con gli iraniani. Minacciando, pugnalando alle spalle e mentendo spudoratamente.
Impossibile capire dove finisca la demenza senile ed inizi la malignità narcisistica, l’unica certezza è un marasma celebrale che si fa geopolitico con la ciminiera mediorientale che rischia di riesplodere.
Trump ha cominciato a tradire il memorandum un minuto dopo averlo firmato in quel di Versailles e senza nemmeno averlo letto. Gli bastava fosse vago a sufficienza per poter giocare sporco. Aveva del resto premura di uscire dallo stallo, evitare la catastrofe economica e salvare la faccia.
È convinto di averne ancora una ed è l’unica cosa che gli preme, l’immagine grandiosa che ha di sé stesso in un pianeta che lo schifa di tutto cuore. Era da mesi che Trump manipolava i mercati con le sue flatulenze social e aveva bisogno di qualcosa di più concreto, tipo una trattativa anche fasulla.
Un memorandum firmato in malafede e tra posizioni inconciliabili. A convincerlo i suoi amichetti petrolieri rimasti a secco, i colleghi del casinò di Wall Street e il rischio di mandare in bancarotta anche il suo paese natale. Roba da finire in esilio per evitare il linciaggio col suo cognome-marchio usato giusto sulla carta igienica.
Trump ha perso la guerra con l’Iran ma vuole spacciarla come una vittoria negoziando da malvivente, come faceva ai bei tempi tra le palazzine di Manhattan tra un festino dall’amicone Epstein e una puntata di reality shit.
Ha pure mandato il lacchè Rubio a fare maneggi con gli evirati arabi ed il suo vice JD Vance in televisione con l’eyeliner ad intortare i quattro eunuchi che gli danno ancora retta. Bla, bla, bla ma il memorandum è chiaro.
Lo Stretto di Hormuz rimane gestito dall’Iran in attesa dell’assetto definitivo con l’Oman, Trump ha fatto lo gnorri ed è finita a dronate. In Libano gli americani hanno invece partorito un accordo col governo venduto di Beirut che rischia di scatenare una guerra civile.
Perché non prevede il ritiro totale dei nazi sionisti dal sud ma il disarmo degli Hezbollah, l’unica forza in grado di difendere una terra gazanizzata. Tensioni e ritorsioni e una ciminiera che rischia di riesplodere.
Del resto l’Iran non ha nessuna ragione e quindi nessuna intenzione di cedere all’arroganza americana, ha vinto e vuole incassare fregandosene dell’intimidazioni di quel malvivente. L’Iran sta combattendo una guerra esistenziale, se gli americani erano in grado, avrebbero già distrutto anche quel pase e ci riproveranno fino quando a Washington governerà la mafia lobbistica capeggiata del clan sionista.
Serve una soluzione definitiva. Lo sanno bene i manifestanti nelle piazze di Teheran che chiedono al loro governo di non fidarsi di chi li perseguita da decenni, di chi ammazza i negoziatori e non rispetta né parole né patti con nessuno.
Temono che americani e nazi sionisti stiano solo prendendo tempo per riempire gli arsenali ed attaccare di nuovo nella speranza di un fortuito colpo di grazia. Eppure il governo di Teheran si è messo a trattare.
Forse per andare a vedere il bluff di Trump e dei suoi padroni di Tel Aviv, forse per pressioni dei cinesi che vogliono stabilità per completare il sorpasso mondiale o forse perché la morsa economica è più dolorosa di quello che sembra.
Ma i negoziati in Svizzera sotto agli occhi del mondo, potrebbero anche essere una mossa astuta per dividere strategicamente il fronte nemico e per mostrare la verità dopo decenni di fango. Per mostrare la caratura anche morale degli iraniani e per legittimare il nuovo status quo nel Golfo e la nuova egemonia regionale iraniana alla faccia delle illusioni nazi sioniste. Ma tutto questo senza mollare lo Stretto o meglio i testicoli capitalistici dell’Impero a stelle e strisce. Lo Stretto è la loro vera leva e se davvero siamo alle porte di una catastrofe, non ha senso cedere adesso.
Una catastrofe economica americana che significa idem con patate per gli scrocconi nazi sionisti. Davvero un momento storico col mondo intero schierato compatto dalla parte dell’Iran e che spera che gli americani lascino il Medioriente dopo decenni di danni incalcolabili.
Hanno distrutto paesi, finanziato gruppi terroristici e fomentato guerre civili, hanno rubato immense risorse, corrotto regimi e governanti e manipolato fino a spingersi all’apoteosi genocidaria.
Un Impero davvero disastroso al punto che in confronto l’Iran appare come un paese civile governato da una leadership che ragiona in maniera sofisticata e non in balia dell’ego tossico di un malvivente rimbambito e della mafia lobbistica che lo circuisce.
Davvero un momento storico col mondo intero che spera i nazi sionisti rimangano da soli e si assumano le loro responsabilità verso il mondo arabo dopo ottant’anni di fanatismo sanguinario, un mondo che spera finisca per sempre la fallimentare egemonia americana e si apra una nuova epoca di buonsenso, di pace in cui tutti i paesi e tutte le persone abbiano pari diritti e dignità.
Tommaso Merlo



