Tv, “Vita di un uomo – Giuseppe Ungaretti” dal 28 gennaio su RaiPlay

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Massimo Popolizio conduce il pubblico in un viaggio tra la grande Storia e ricordi personali, tra letteratura e amore per la vita, in un ritratto inedito di uno dei Maestri della poesia del Novecento: “Vita di un uomo – Giuseppe Ungaretti”, il nuovo docu-film da un’idea di Davide Rondoni, diretto da Massimo Popolizio e Mario Vitale, prodotto da Gloria Giorgianni, una co-produzione Anele, Rai Documentari e Luce Cinecittà con il contributo di Rai Teche, in associazione con Kublai Film.

Il docu-film verrà presentato il 28 gennaio con un’anteprima al MAXXI di Roma in occasione dell’uscita su RaiPlay e andrà in onda venerdì 27 febbraio in prima serata su Rai3

Il docu-film si snoda attraverso due forme di racconto: la narrazione fiction vede come protagonista Massimo Popolizio in un viaggio tra i suoi ricordi personali – dall’infanzia all’adolescenza alla giovinezza – alla ricerca delle tracce lasciate nella sua esistenza da Giuseppe Ungaretti, con l’obiettivo di trovare l’ispirazione per scrivere il suo nuovo spettacolo teatrale; in parallelo vengono narrati, attraverso il linguaggio documentaristico, le fasi cruciali di vita del grande poeta, e di come i suoi scritti ma soprattutto la sua filosofia, dettata dall’amore per l’amore, siano ancora oggi una lezione senza tempo di grande ispirazione.

Si viene quindi a delineare un dialogo immaginario, un confronto tra due uomini entrambi amanti della poesia e della parola, che hanno messo la loro vita, in due epoche completamente differenti, al servizio totale dell’espressione artistica.

“Vita di un uomo – Giuseppe Ungaretti” è la storia di Massimo, artista di teatro, che si ritrova in una profonda crisi esistenziale e creativa. Il suo amico e poeta Davide Rondoni, però, gli indica la strada: “Devi ritrovare la poesia. Solo la poesia può restituirti l’ispirazione”. Ed è quando Massimo ascolta casualmente delle parole di Giuseppe Ungaretti che le cose iniziano a cambiare. Ricorda quanto quel poeta sia stato significativo nell’arco del suo percorso umano e artistico.

Così, dalla sua infanzia fino all’età adulta, Massimo Popolizio andrà alla ricerca dell’essenza di quella vitalità ungarettiana, del potente messaggio d’amore che essa emana, fino a ritrovare – grazie alla guida di Davide Rondoni – non solo l’élan vital che sembrava aver smarrito, ma anche l’ispirazione per la sua nuova messa in scena teatrale.