Una bambina di quattro anni muore di difterite

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vaccino
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Non era vaccinata. I genitori, secondo quanto ricostruito, avevano scelto di non vaccinarla perché convinti che un vaccino avesse provocato l’autismo di un familiare. Sono indagati per omicidio colposo.

E adesso hanno denunciato i medici di tre ospedali che hanno avuto in cura la bambina.

Quello che più mi fa incazzare in questa vicenda è il tentativo di rovesciare le parti. E ancora di più che questo rovesciamento sia legittimato persino da parlamentari della Repubblica. È vomitevole.

Adesso i medici che hanno provato a salvarla dovranno prendere avvocati, nominare consulenti, spendere soldi e tempo per difendersi. Prima hanno combattuto contro la difterite, adesso dovranno difendersi da chi aveva scelto di non proteggere la propria figlia da quella malattia.

Pensare ancora oggi che i vaccini provochino l’autismo è da trogloditi. Non è un’opinione alternativa, non è libertà di pensiero, non è un dubbio legittimo: è una falsità scientifica. La certezza è che la vaccinazione protegge dalla difterite.

Ma questi genitori non si sentono soli nella loro convinzione. Molti esponenti politici di destra, hanno lisciato il pelo ai No Vax, trasformando bufale smentite dalla scienza in opinioni da rispettare, paure da assecondare, battaglie di libertà da cavalcare. Per due voti.

Il risultato è anche questo: si finisce per convincere qualcuno che rifiutare la scienza sia un diritto senza responsabilità e che, quando la realtà presenta il conto, la colpa debba essere sempre di qualcun altro.

Persino dei medici che hanno provato a salvare tua figlia.

E ci vuole una faccia di bronzo notevole per denunciarli anziché interrogarsi sulle proprie scelte.

La magistratura farà il suo lavoro.

Ma c’è una responsabilità politica che non ha bisogno di un Tribunale: avere dato patente di rispettabilità a una menzogna scientifica per raccattare consenso.

Davide Faraone