VALENTINA FERRAGNI: LA FORZA DELLA FAMIGLIA, CHIARA E IL CORAGGIO DI RESTARE INDIPENDENTE

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«Quando Chiara è stata travolta da quel momento difficilissimo, noi siamo corse da lei. Avevamo paura, una paura vera, perché la vedevamo spegnersi. Non voleva uscire, non voleva mangiare, non sembrava più avere la forza di vivere come prima. Così abbiamo scelto di non lasciarla sola.

Io, Francesca, mamma e papà ci siamo dati il cambio. A volte bastava esserci, anche in silenzio. Se lei mi diceva che non mangiava da troppo tempo e mi chiedeva di farlo insieme, io mangiavo con lei anche se avevo già cenato. Non importava. In quel momento contava solo farle sentire che non era sola.

La nostra famiglia è così: presente, unita, forse anche troppo agli occhi di qualcuno. Ma per me è assurdo dover giustificare l’amore familiare, come se esserci l’una per l’altra fosse qualcosa di strano. Noi non siamo un clan, siamo persone che scelgono di sostenersi quando la vita fa male.

Ho imparato da mia madre un principio fondamentale: l’indipendenza dà libertà. Ci ha sempre insegnato a non smettere mai di lavorare per un uomo o per una famiglia, a costruire qualcosa di nostro, a restare libere nelle scelte. È una lezione che porto dentro anche nelle relazioni.

Nella mia vita privata ho capito che amare qualcuno non basta se l’idea di futuro non è la stessa. A volte ci si innamora dell’immagine di una persona, di ciò che potrebbe essere, ma non è sbagliato lasciare andare se si sente che la strada non è comune. Io non riesco ad aspettare qualcuno senza sapere se ci sarà davvero.

Sui social ho vissuto anche il lato più crudele dell’esposizione. Essere paragonata continuamente a mia sorella, ricevere commenti sul mio corpo, leggere insulti sul peso o su come mi sta un vestito, può fare male. Ho avuto paura che quelle parole cambiassero il modo in cui mi vedevo, che mi spingessero a cercare un’approvazione che non doveva appartenermi.

A salvarmi è stato l’amore di chi mi circonda, ma anche lo sport. Con la pole dance ho imparato a guardare il mio corpo in modo diverso.

Non mi concentro più su una cellulite o su un’imperfezione, ma su ciò che il mio corpo riesce a fare. So di non essere perfetta, ma in quei momenti mi amo.

Oggi so che la forza non è non cadere mai. È restare accanto a chi ami quando non riesce a reggersi in piedi, difendere la propria identità quando gli altri provano a definirti, e scegliere ogni giorno di non perdere se stessi per piacere al mondo.»