Vendemmia 2026, Coldiretti Basilicata: qualità promettente e produzioni in linea con le ultime annate

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Ma pesano costi, prezzi e carenza di manodopera

La qualità attesa è molto buona e le quantità previste sono in linea con quelle delle ultime annate. È questa la prima valutazione di Coldiretti Basilicata sulla prossima vendemmia, che si preannuncia come una sfida importante per le aziende vitivinicole, anche alla luce della concentrazione zuccherina che le temperature record e la siccità stanno determinando nelle uve.

“Va innanzitutto precisato – sottolinea Coldiretti Basilicata – che l’Aglianico del Vulture è un vitigno a maturazione tardiva, la cui raccolta avviene normalmente tra ottobre e novembre. È quindi ancora troppo presto per formulare stime attendibili: l’uva non ha ancora completato la fase dell’invaiatura”.

Sia per l’Aglianico del Vulture sia per le altre varietà a bacca rossa e bianca è comunque possibile fare alcune considerazioni di carattere generale. Le abbondanti piogge registrate tra l’autunno e la primavera hanno consentito di ricostituire preziose riserve idriche, fondamentali per affrontare un’estate caratterizzata da caldo intenso e prolungata siccità.

Le condizioni climatiche della tarda primavera hanno inoltre favorito un ottimo stato fitosanitario delle piante che, allo stato attuale, lascia prevedere una vendemmia di elevata qualità e con rese soddisfacenti.

Dal punto di vista della maturazione, nel Vulture si registra un andamento in linea con la media stagionale, mentre nell’area dell’Arco Jonico si evidenzia un anticipo dei tempi di maturazione. Più complessa appare invece la situazione sul fronte dei prezzi.

“Le quotazioni registrate in Puglia sono decisamente basse e, in molti casi, inferiori alla soglia di remuneratività”, evidenzia Coldiretti Basilicata. La questione dei prezzi si inserisce in un contesto già particolarmente difficile per il comparto vitivinicolo, chiamato a fare i conti con un’eccessiva burocrazia, l’aumento dei costi di produzione legato alle tensioni geopolitiche, le guerre commerciali e i cambiamenti nelle abitudini di consumo.

Per questo Coldiretti Basilicata torna a chiedere una concreta semplificazione amministrativa, il consolidamento dei mercati già acquisiti e l’apertura di nuovi sbocchi commerciali.

Allo stesso tempo, l’organizzazione sottolinea la necessità di continuare a investire in un piano di rilancio del settore che punti anche a raccontare il vino in modo più efficace, soprattutto alle nuove generazioni, rafforzando così la competitività di una filiera che sta attraversando una fase particolarmente delicata.

Secondo un’analisi di Coldiretti, la burocrazia sottrae ogni anno 1,6 miliardi di euro alle imprese agricole, mentre le giacenze di vino in cantina sono aumentate del 6,7% rispetto allo scorso anno.

A ciò si aggiunge l’impennata dei costi di produzione causata dalle tensioni geopolitiche: secondo il Centro Studi Divulga, il conflitto in Iran ha determinato un aggravio di circa 250 euro per ettaro per ogni azienda, tra rincari dell’energia, dei fertilizzanti e dei materiali. Sul fronte commerciale, inoltre, nei primi quattro mesi del 2026 l’export del vino ha registrato una flessione del 7% in valore, con un calo del 15% sul mercato statunitense, penalizzato dai dazi introdotti dall’amministrazione Trump.

Un’ulteriore criticità riguarda la disponibilità di manodopera specializzata per le operazioni di vendemmia.

Nonostante i risultati ottenuti grazie all’azione di Coldiretti sul fronte dei flussi di lavoratori stranieri e delle misure di tutela introdotte per affrontare le alte temperature, molte aziende continuano a segnalare una significativa carenza di personale qualificato.