Vino: Coldiretti Basilicata, con decreto sui dealcolati finalmente chiarezza normativa

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Dalle prossime settimane sarà realmente possibile produrre anche vini no e low alcol.  È arrivata, infatti, nelle scorse ore la firma del decreto interministeriale (tra Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero dell’Agricoltura) in materia di regime fiscale per le accise nell’ambito della produzione del vino dealcolato
“Si tratta di un passaggio atteso che contribuisce a dare certezza normativa a un segmento di mercato in evoluzione – evidenzia la Coldiretti della Basilicata –  dopo un periodo particolarmente complesso per il comparto vitivinicolo, segnato da difficoltà sui mercati, tensioni sui costi e cambiamenti nei consumi”.
Coldiretti e Filiera Italia hanno seguito con attenzione e senso di responsabilità l’intero percorso che ha portato all’adozione del provvedimento, mantenendo nel tempo una posizione chiara e coerente: accompagnare l’innovazione senza snaturare l’identità del vino italiano, tutelando le denominazioni, il valore culturale del prodotto e il lavoro delle imprese agricole.
“Più volte come Coldiretti , assieme a Filiera Italia – continua l’organizzazione agricola lucana- avevamo ribadito la necessità, soprattutto in una regione come la Basilicata,  con una storia vinicola millenaria, iniziata con Greci e Romani, di distinguere con precisione tra vino e prodotti ottenuti attraverso processi di dealcolazione, evitando ambiguità che possano generare confusione nei consumatori o indebolire il sistema delle Dop e Igp.
Allo stesso tempo, avevamo ribadito come come la crescita dei prodotti no e low alcohol sia un fenomeno di mercato da governare con regole chiare, garantendo condizioni di concorrenza eque per le imprese italiane rispetto agli altri Paesi europei”.
Il decreto consente ora alle aziende di operare all’interno di un perimetro definito, superando una situazione che fino ad oggi aveva costretto molte produzioni a essere realizzate all’estero.
Un risultato che arriva al termine di un confronto articolato, nel quale Coldiretti e Filiera Italia hanno svolto un ruolo costante di interlocuzione istituzionale, lavorando per conciliare innovazione, tutela del reddito agricolo e difesa del patrimonio vitivinicolo nazionale.
Resta centrale, sottolineano le due organizzazioni, anche nella fase applicativa, l’esigenza di accompagnare le imprese con procedure chiare e tempi certi, a partire dal rilascio delle autorizzazioni necessarie, affinché le nuove opportunità non si traducano in ulteriori appesantimenti burocratici.