Elly Schlein è segretaria del Pd da parecchio ormai. Voglio dire, la conosciamo. Come sappiamo che Salvini twitta a ca**o, che Meloni fa i video, che Calenda è compulsivo, sappiamo anche come comunica Elly Schlein.
Per esempio Elly Schlein difficilmente commenta il fatto del giorno. Elly Schlein non fa l’agenzia di giornata. Non usa i social come la maggior parte degli altri politici. Peraltro, da anni, Elly Schlein non twitta.
Elly Schlein ha la presunzione se volete, la pretesa se preferite, la strategia se le consentite, di decidere lei quando parlare di cosa. Non vuole stare nell’agenda degli altri. Fa così SEMPRE.
Ora. È velleitaria questa strategia? Può darsi che un po’ lo sia: l’agenda ce l’ha sempre in mano chi sta al governo, strappargliela è quasi impossibile. È così strampalata? Insomma: in un partito del 20 per cento, strutturato, con competenze e responsabilità tematiche, che non è un partito personale, ci sta che la prima dichiarazione la faccia qualcun altro.
Comunque raga: è così. Giusto, sbagliato, le fa bene, le fa male: è così. E siccome è così non è che ogni volta potete stare lì col cronometro a dire “la Schlein ha parlato per ultima” oppure “la Schlein ha parlato solo alle 11 e 47 del giorno dopo” oppure “dov’è la Schlein, sono già passati dodici minuti da quando è successo il fatto”.
Dite al limite “la Schlein ha una strategia di comunicazione sbagliata” o al limite “comunica in un modo che non mi piace”.



