100 anni

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Questa donna e attrice straordinaria, Franca Maria Norsa, in arte Franca Valeri (“come il poeta”), che ha attraversato letteralmente un secolo di storia, di arte e cultura italiana, maestra inarrivabile di classe e comicità, si prepara a compiere, il prossimo luglio, un secolo di vita.

E, in un’intervista fiume al “Corriere”, racconta cos’ha significato per lei, giovane ebrea, la Liberazione (“Per me la giovinezza incominciò il 25 aprile: una giovinezza tardiva. Ma è stata bella. In quell’Italia tutto pareva possibile”) e ricorda senza scrupoli o finte indulgenze il giorno in cui andò a piazzale Loreto per vedere il cadavere di Mussolini appeso a testa in giù.

“In quei giorni a Milano si sparava ancora per strada – ricorda – Ma io volevo vedere se il Duce era davvero morto. Vuol sapere se ho provato pietà? No. Nessuna pietà. Ora è comodo giudicare a distanza. Bisogna averle vissute, le cose. E noi avevamo sofferto troppo.”

Ogni volta che ci chiediamo se piazzale Loreto fu barbarie inutile o una catarsi necessaria (e personalmente, ancora oggi, da ostinato pacifista, non riesco a non pensare alla prima), non scordiamoci mai di guardare quel giorno con gli occhi di chi c’era, di chi ha vissuto sulla carne le ferite profonde di quella stagione, i sacrifici immani e il sangue versati da chi ha combattuto, la negazione sistematica del concetto stesso di essere umano.

Allora, e solo allora, potremo permetterci di giudicare.

 

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