105 FARMACI PIÙ DANNOSI CHE UTILI

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di Mario GIORDANO

E così, siccome siamo tutti incondizionati, il risultato è quello che denuncia il rapporto OsMed (Osservatorio sull’impiego dei medicinali) presentato nell’estate 2019: prendiamo troppi farmaci, ecco tutto. Ogni italiano ingolla in media una pillola e mezza al giorno. Gli anziani molto di più. Uno su due arriva fino a 10 pillole al giorno. Per loro gli errori e le dimenticanze sono inevitabili: le insalate di pasticche infatti sono uno dei piatti più diffusi nei tinelli del Paese dopo la minestra con le verdure e il purè di patate. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, fra il 30 e il 50 per cento dei farmaci sono assunti in modo sbagliato. E questo ha conseguenze spaventose sulla nostra salute. Un rapporto europeo del 2012 ha calcolato che gli errori nell’assunzione dei medicinali ci costano 194mila morti l’anno e 125miliardi di spesa pubblica per ricoveri che altrimenti non ci sarebbero. Di studi più recenti pare non ne siano stati fatti. Si capisce: meglio non scatenare il panico. Ma come mai siamo arrivati a questo punto? Siamo al paradosso. Ci mancano i medicinali per curare il coronavirus e nuove malattie, ma poi ne abbiamo in eccesso che non ci servono. Come mai questa indigestione di pillole? Pensate sia un caso? Una circostanza fortuita? Un frutto del destino imprevedibile e cieco? Macchè… In una storica intervista di quasi quant’anni fa, Henry Gadsen, allora direttore generale di una delle maggiori aziende farmaceutiche, la Merck, lo anticipò chiaramente. Quasi lo pianificò: “Sogniamo di produrre farmaci per le persone sane”. Ecco… ci sono riusciti benissimo. Talmente bene che le persone sane a forza di prendere farmaci, s’ammalano pure. Ma di questo difficilmente ne sentirete parlare, forse perchè molte riviste e anche molti siti internet che trattano di farmaci sono realizzati con il contributo incondizionato o no di quelle stesse aziende che i farmaci li producono. Infatti la nostra fortuna, ciò che ci consente di andare avanti, è che per il momento, i libri non contengono pagine di pubblicità come l’associazione indipendente francese Prescrire che dal 1981 si propone per l’appunto di fornire informazioni scientifiche e chiare sul mondo della sanità. E’ forse proprio per l’assenza di sponsor che ogni anno Prescrire si può permettere di stilare un elenco di medicine che sembrerebbero fare tutt’altro che bene. Nell’ultimo disponibile, quello pubblicato nel dicembre 2019, ce ne sono 105, di cui una settantina commercializzate anche in Italia. Si va dal diffusissimo antinfiammatorio Voltaren (diclofenac) per via orale ad alcuni sedativi per la tosse come il Bronchitol e il Toplexil; da medicinali contro la diarrea come quelli a base di attapulgite (Actapulgite) e di caolino (Gastropax) ad antinfiammatori come il Tilcotil (tenoxicam) e il Feldene (piroxicam); dallo sciroppo Vicks (pentossivina) fino al Ginko biloba che avrebbe solo l’effetto di un placebo comportando per conto rischi di “emorragia, disturbi digestivi o della pelle, convulsioni o reazioni di ipersensibilità”. Troppo allarmismo? E’ la critica che qualcuno rivolge all’associazione Prescrire la quale però ha il merito di aver spesso segnalato con anticipo la pericolosità dei farmaci che poi sono stati ritirati dal mercato a cominciare dal celebre Mediator che tral’altro lo ha anche ricordato il quotidiano francese “Le Figaro” dove ha dato ampi spazi a questi temi. A differenza di quanto succede in Italia, dove la lista di Prescrire è praticamente clandestina se si esclude qualche articolo del mensile “Il Salvagente”. Per questo ci permettiamo di riportarla, ovviamente con tutte le precauzioni ed avvertenze del caso. Ma anche con una granitica consapevolezza: non è forse un bene per tutti sapere quali sono i farmaci che in base ad una rigorosa ed indipendente procedura scientifica risultano provocare più danni possibili (e spesso inesistenti) benefici?

tratto dal libro

SCIACALLI

VIRUS, SALUTE E SOLDI

foto:

Fonte PRESCRIRE, associazione indipendente francesce, “Bilan 2020 des mèdicaments à ècarter”

 

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