Supermercati chiusi la domenica: “Così tagliamo i costi”

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L’ipotesi di Ancc-Coop, a cui fanno capo 72 cooperative di consumatori e oltre 57mila dipendenti in più di 2.200 market scelti da 9 milioni di clienti ogni settimana
Supermercati aperti sei giorni a settimana e chiusi la domenica
Il 2025 è stato un anno difficile per la grande distribuzione, segnato dal calo dei volumi di vendita e con i margini in sofferenza. Ecco perché si prospettano strategie di limatura dei costi, con la ricerca di nuovi ricavi. “Come Coop stiamo facendo una riflessione che vorremmo condividere con il sistema della grande distribuzione: la chiusura dei supermercati la domenica per arrivare a un punto di caduta condiviso che potrebbe prevedere sei giorni di apertura dei negozi”: è l’ipotesi avanzata, come riporta il Sole 24 Ore, da Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop.
Era stato il decreto “Salva Italia” del governo di Mario Monti a introdurre nel dicembre 2011 le aperture domenicali e nei festivi dei negozi.
Prospettive e risvolti concreti.
Ad Ancc-Coop fanno capo 72 cooperative di consumatori (con ricavi nel 2024 per 16,4 miliardi) e oltre 57mila dipendenti in più di 2.200 supermercati scelti da 9 milioni di clienti ogni settimana.
Ora questa realtà riflette sulla chiusura domenicale dei supermercati. “Le principali imprese del sistema Coop ora vedono con favore la chiusura la domenica e vogliamo vedere se è possibile aprire dei tavoli di confronto con Federdistribuzione e l’associazione della distribuzione moderna (Adm), se si può arrivare a una visione condivisa”, sottolinea Dalle Rive.
In termini concreti, la decisione permetterebbe di contenere il costo del lavoro, perché la domenica la maggiorazione è di almeno il 30% del salario. Consentirebbe poi anche di recuperare produttività ed efficienza che secondo l’ufficio studi Coop per l’intero sistema della Gdo italiana può valere tra i 2,3 e i 2,6 miliardi, spiega il Sole 24 Ore.
Le risorse risparmiate potrebbero servire per aumentare le promozioni “e dare una risposta ai nostri dipendenti che non vogliono avere l’impegno del lavoro la domenica”, spiega Dalle Rive.
“Le nostre indagini evidenziano che una parte degli acquisti si sposterebbe negli altri giorni della settimana”, aggiunge.
Inoltre, va considerato che per Coop circa un italiano su tre non fa la spesa la domenica.
I consumi
Intanto, secondo due sondaggi dell’ufficio studi Coop realizzati a dicembre – uno in collaborazione con Nomisma su un campione rappresentativo della popolazione italiana e l’altro tra gli opinion leader della community del rapporto Coop -, il 2026 si preannuncia come un anno non facile per i consumi.
Risultano raffreddati dalle spese di stretta necessità: quanti pensano di spendere di più per utenze e bollette superano di 22 punti percentuali quanti sperano di pagare meno. Lo stesso principio vale per la salute fisica (+10 punti percentuali) e i generi alimentari (+9). L’intenzione è acquistare cibi senza additivi e conservanti, zuccheri, meno grassi. Nel carrello, secondo le previsioni, entreranno più ortofrutta e pesce, meno carni rosse e salumi.