Alcuni poliziotti e carabinieri sono accusati di aver rubato alla Coin di Termini

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Líingresso della stazione Termini a via Marsala chiusa su disposizione delle forze dell'ordine per una manifestazione indetta da Usb e realt‡ palestinesi, Roma, 22 settembre 2025. ANSA/ETTORE FERRARI

La procura di Roma ha indagato 21 persone tra poliziotti e carabinieri, accusati di aver organizzato una serie di furti all’interno del centro commerciale Coin della stazione Termini di Roma

Secondo l’accusa i furti sarebbero andati avanti per mesi, con costanti e regolari piccole sottrazioni di merci e la complicità di una cassiera: sarebbero stati rubati capi d’abbigliamento e profumi per un valore totale di 184mila euro.

Non sono indagati solo i membri delle forze dell’ordine (in totale gli indagati sono 44), ma il loro coinvolgimento è più notevole dal momento che sono le persone che dovrebbero garantire il rispetto delle regole a Termini, la stazione più grande e affollata d’Italia.

I 21 agenti indagati sono nove membri della Polfer, la parte di Polizia di Stato che si occupa della sicurezza nelle stazioni ferroviarie, e dodici carabinieri: tra loro ci sono anche commissari, ispettori e brigadieri, e tre agenti comuni.

Secondo la ricostruzione della procura i fatti sarebbero avvenuti nell’autunno del 2024. L’accusa sostiene che la cassiera preparava la merce come se fosse stata già venduta, pronta per essere ritirata alla cassa dai presunti complici: rimuoveva le placche antifurto, tagliava le etichette, imbustava i capi.

Il metodo sarebbe stato questo: quando arrivavano i destinatari, quindi anche gli agenti delle forze dell’ordine, la cassiera avrebbe simulato vendite regolari per nascondere i furti.

Lo avrebbe fatto in diversi modi, scansionando solo una parte degli articoli, modificando i prezzi quando li batteva alla cassa, a volte stampando scontrini vecchi da infilare nelle buste per simulare una vendita regolare, altre volte fingendo un pagamento con carta che non avveniva realmente.

In altri casi i finti clienti avrebbero consegnato alla cassiera denaro contante che non veniva registrato.