Ministro Demo: “Pacchetto montagna svetta per boom di adesioni”

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Il titolare del dicastero degli Enti locali del governo Rama, nonché ex Sindaco del Comune UNESCO di Berat, ha stilato un bilancio relativo all’andamento di uno dei provvedimenti più significativi con i quali l’Esecutivo Socialista, ripristinando la certezza dei diritti immobiliari e reali sulle superfici e sulle proprietà, ha consentito di riattivare gli investimenti da parte della Diaspora Albanese nel mondo, incentivando politiche di rientro nei territori d’origine con una particolare attenzione alle terre alte che erano a rischio di spopolamento

(Agenzia Ata) Il Ministro titolare della delega agli Enti Locali, onorevole Ervin Demo, ha annunciato il “potenziamento della riforma territoriale, la cui revisione è destinata a coinvolgere i cittadini e i gruppi di interesse sociale e collettivo, con l’obiettivo di rispondere nel modo più efficace possibile alle sfide del futuro. La Commissione speciale del Parlamento nazionale albanese sta definendo la metodologia che seguirà nel corso del ciclo di audizioni che si svolgeranno sul territorio, o presso la Commissione stessa. Non dobbiamo pensare che questa debba essere una riforma a breve termine, perché la sua finalità sarà quella di recepire le sfide derivanti dall’integrazione nell’Unione europea e dal peso crescente che i Comuni avranno in questo contesto”.

In un simile contesto, una considerazione speciale merita il cosiddetto “Pacchetto Montagna”, in merito al quale l’onorevole Demo ha dichiarato che “il numero di domande presentate ha raggiunto quota 400, ognuna delle quali ha un’alta o altissima probabilità di successo. Non stiamo parlando di manifestazioni di interesse in questa fase, quanto piuttosto di candidature relative alle aree prioritarie annunciate e ai Comuni che hanno individuato e deliberato tali aree. Pertanto, sono fiducioso che, al ritmo attuale, l’obiettivo di mille candidature entro la fine del 2026 sarà assolutamente raggiungibile”.

Integrare le cosiddette terre alte diventa un obiettivo strategico anche per quando “diventeremo uno Stato membro dell’Unione Europea, il che comporterà una trasformazione che sarà radicale in tutte le Istituzioni a partire da quelle comunali che saranno i veri e propri sportelli verso la UE”, ha concluso il Ministro.