A Pescara il varo ufficiale di Aqualis: la tecnologia italiana che ci aiuta a contrastare plastiche e microplastiche in mare

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La Water Defenders Alliance di LifeGate guida l’iniziativa, con Aquageo, il supporto di Findus e il contributo scientifico dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara

Pescara – La tutela delle acque e la lotta all’inquinamento da plastiche e microplastiche al centro dell’iniziativa promossa dalla Water Defenders Alliance di LifeGate, protagonista del varo ufficiale di Aqualis, innovativo dispositivo capace di raccogliere i rifiuti galleggianti dall’acqua, in funzione presso il Porto Turistico Marina di Pescara.

La Water Defenders Alliance promossa da LifeGate è l’alleanza che combina competenze, risorse e soluzioni unendo imprese, istituzioni, porti, cittadini, mondo della ricerca scientifica e tecnologica per un comune obiettivo, quello di difendere la salute delle nostre acque tra tre grandi problemi: inquinamento da plastiche e da oli e idrocarburi e fragilità degli habitat.

Secondo i dati diffusi dal portale europeo EU Neighbors South, ogni anno nel Mar Mediterraneo vengono riversate circa 570mila tonnellate di plastica: un quantitativo paragonabile al peso di oltre 50 Torri Eiffel. In termini ancora più concreti, è come se ogni minuto finissero in mare circa 33.800 bottiglie di plastica, con una concentrazione di circa il 7% delle microplastiche presenti a livello globale.

Le microplastiche, minuscole particelle derivanti dalla frammentazione della plastica, vengono spesso ingerite dagli organismi marini e finiscono nella nostra catena alimentare. Secondo uno studio dell’Università di Newcastle, possiamo ingerire in media fino a 5 grammi di plastica a settimana, pari al peso di una carta di credito.

Lajal Andreoletti, responsabile progetti ad impatto LifeGate: “Con la Water Defenders Alliance vogliamo trasformare la tutela delle acque in un’azione concreta e misurabile. Il varo del primo Aqualis a Pescara, reso possibile anche grazie al supporto di Findus, segna un passo importante: dimostra come innovazione tecnologica, ricerca scientifica e collaborazione tra pubblico e privato possano lavorare insieme per ridurre l’inquinamento e accrescere la consapevolezza su un tema sempre più urgente.

Al centro dell’evento, il varo ufficiale di Aqualis, dispositivo tecnologico interamente progettato e realizzato in Italia da Aquageo. E’ un cestino che, fissato nei punti dove si accumulano i detriti galleggianti all’interno dei porti, riesce a catturare fino a 500 chili di rifiuti galleggianti all’anno, comprese le plastiche e le microplastiche più piccole fino a 1,6 mm di diametro, e fino a 800 chili di oli e idrocarburi all’anno, grazie all’integrazione della spugna Foam Flex prodotta da T1 Solutions, altra tecnologia promossa dalla Water Defenders Alliance, contribuendo in modo concreto alla salvaguardia degli ambienti acquatici.

Alessandro Barbiero, CEO di Aquageo: “Aqualis nasce per rispondere in modo concreto a un problema sempre più urgente come quello delle microplastiche e dei rifiuti in acqua. Vederlo operativo grazie alla collaborazione con LifeGate, Findus e L’Università di Chieti-Pescara è per noi un traguardo importante e un punto di partenza per portare questa tecnologia in sempre più contesti.”

A conferma dell’importanza del coinvolgimento delle aziende in progetti ad alto impatto ambientale, l’installazione di Aqualis nel Marina di Pescara è stata resa possibile grazie al supporto di Findus, partner storico della Water Defenders Alliance attraverso il programma di sostenibilità “Fish for Good“, un impegno concreto per la tutela degli oceani che passa da scelte responsabili lungo tutta la filiera: dalla selezione di materie prime provenienti da pesca sostenibile e acquacoltura responsabile, fino alla tracciabilità dei prodotti.

Alessandro Solazzi, Cluster Marketing Director Southern Europe Findus: Siamo orgogliosi di supportare, insieme alla Water Defenders Alliance di LifeGate, un progetto come il dispositivo Aqualis, che rappresenta un esempio concreto di come innovazione e collaborazione possano contribuire in modo efficace alla tutela dei nostri mari.

Per Findus, la salute e la salvaguardia degli oceani sono un valore fondamentale e un impegno di lungo periodo, che portiamo avanti attraverso il programma Fish for Good, promuovendo pratiche di pesca sostenibile certificata e un’acquacoltura responsabile lungo l’intera filiera. Sostenere iniziative capaci di contrastare l’inquinamento da plastiche e microplastiche significa contribuire concretamente alla protezione della biodiversità marina e sensibilizzare cittadini e territori su una sfida sempre più urgente per il futuro del pianeta.

“Questo evento inaugurale e quel che di pregevole ne conseguirà sul piano scientifico e della tutela ambientale – dichiara il Rettore dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Liborio Stuppia – sono passaggi di grande rilievo per il nostro Ateneo. La nostra qualificata partecipazione, infatti, oltre a garantire qualità scientifica e intensa attività di ricerca, testimonia ancora una volta la tenace e positiva attenzione della “d’Annunzio” per il suo territorio che, in una Regione come la nostra, – conclude il Rettore Stuppia – non può che comprendere naturalmente il Mare Adriatico ed il più ampio sistema marino del Mediterraneo.”

Prof. Gianluigi Rosatelli, tutor del dottorato La gestione operativa di Aqualis, supportata dal personale della Marina di Pescara, offre un’opportunità di grande valore scientifico: Aqualis è infatti al centro di un dottorato di ricerca triennale dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, finanziato dalla Regione Abruzzo. La ricerca ha due obiettivi principali, il primo è la valutazione delle performance di Aqualis e al suo miglioramento tecnico. Il secondo è sviluppare una ricerca multidisciplinare sulle microplastiche marine, sugli oli ed altri inquinanti galleggianti.

Il gruppo di ricerca UdA è costituito da esperti in chimica organica, geochimica, biologia e microbiologia, ed ha elaborato un approccio interdisciplinare per lo studio dei rifiuti galleggianti e il loro impatto sulla biosfera marina.

Nel laboratorio DATA ci occupiamo della caratterizzazione chimico-fisica delle materie plastiche recuperate per definire le modalità di degradazione e frammentazione, rendendole così piccole da poter entrare nei cicli biologici. Inoltre, stiamo analizzando i metalli pesanti adsorbiti dalle microplastiche per comprendere i meccanismi di arricchimento che le rendono ancora più dannose per gli ecosistemi marini.”