La crisi dello Stretto di Hormuz non è più solo un conflitto regionale, è un terremoto economico globale.
Hormuz è insostituibile: il 38% del greggio globale, il 29% dei liquidi gas, il 19% del GNL fluisce attraverso di esso. I percorsi alternativi non possono compensare.
– Spaccatura interna degli Stati Uniti: il 75% degli americani si oppone alla guerra; i democratici accusano Israele di aver trascinato Washington.
– Slitta la maschera dell’Europa: Sanzioni alla vittima mentre i cittadini ne pagano il prezzo.
Il costo umano: “Il popolo iraniano può sopportare la guerra ma non riesce a raggiungere ciò che desidera. ”
Questo è il punto di svolta dell’economia globale.



