Europa, se ci sei batti un colpo…

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Il parlamento italiano è sempre più diviso. La Meloni non si arrende e con l’ arroganza che la contraddistingue espone non la sua azione di governo ma le solite accuse contro i partiti di opposizione e in particolare contro l’ Uomo più rappresentativo, il pentastellato Conte.

Il “No” del referendum non la deprime, anzi la “riaccende” (sic!) per andare avanti. Non si schioda. Ha promesso del resto cinque anni di regno, e ad un anno dalla consultazione elettorale da quel trono non intende schiodarsi. L’opposizione dai banchi parlamentari ha fatto sentire tutto il suo disappunto. Delle qualità millantate dalla premier circa il suo governo, in Parlamento è emersa tutt’altra lettura. “In quattro anni con una maggioranza bulgara, e sempre prona ai suoi decreti, avrebbe avuto tutto il tempo e il modo per fare riforme così da cambiare in meglio il Paese”.

Era la critica delle opposizioni, che speravano in una maggiore ammissione di colpe della Meloni.

Figurarsi! Per lei tutto è andato bene. “Sta pagando il caffè che altri prima di lei avevano bevuto senza pagare”. Ha dichiarato che gli Italiani stanno meglio, come nel Paese di Bengodi, in quanto a lavoro e potere d’acquisto. Non sarebbe difficile sentirla, basterebbe chiedere a qualunque massaia che fa la spesa o automobilista alla pompa di gasolio. Tutta colpa delle guerre.

Una in Europa, e le altre in Medio oriente. Del resto per Lei è sempre colpa di altri. Il suo “amico” Trump disprezza l’Europa cialtrona e la stessa NATO, latitante quando la voleva a Hormuz in questa follia bellica. Ora più che mai intende liquidarla. D’altronde suoi alleati ormai sono Putin e Netanyahu. Ci si chiede peraltro cosa sia andato a fare Vance, il vice di Trump, in Ungheria.

La risposta è semplice: campagna elettorale per Orban. Una sua eventuale vittoria sarà gradita ai due grandi amici Trump e Putin che per altri cinque anni avranno un “cavallo di Troia”, pronto a succhiare fondi dall’Europa e a renderla sempre più disgregata.

È al dichiarato Sovranismo, cui la nostra ineffabile Meloni strizza il suo ceruleo occhio. Come fidarsi? Improperi a catinelle dal Tycoon da fare demoralizzare fino alla disistima gli Europei.

La Groenlandia non l’abbiamo data a Trump pacificamente, e quindi tutto il suo livore contro la NATO. Ursula von Der Leyen se ci sei batti un colpo. Meglio fare il leone un giorno, che il coniglio tutto l’anno. Sii più intraprendente, contro gli antieuropeisti, che a Strasburgo, remano contro perché privi di vocazione Europeista.

Spetta a te mostrare i pugni e sbatterli fuori se non ci stanno. Hanno ammutinato il Bounty, e l’Europa è “nave senza Nocchiero in gran tempesta”, e ognuno ne approfitta.

Avete provveduto a qualche antidoto alla ingerenza di Trump e Putin alle prossime elezioni in Ungheria, perché il popolo possa scegliere democraticamente quindi liberamente da che parte stare.

Una curetta dimagrante dei Paesi che formano l’ Unione europea andrebbe a favore della autenticità e quindi della credibilità.

Se ci siete, non mettete solo regole impopolari che “tornano gli animi” dalla adesione, dando pretesto agli antieuropeisti come Orban, Fico, Vannacci, Salvini… di disgregare una istituzione che ci potrebbe rendere grandi nel Mondo.

Paolo Caruso