Riprende l’esame del DDL Caccia in Senato, OIPA: “Si ignora la scienza e la volontà dei cittadini”

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È ripreso in Senato l’esame del DDL 1552, il cosiddetto “decreto sparatutto” che ha lo scopo di stravolgere la legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna, regalando al mondo venatorio una serie di privilegi e concessioni in contrasto con le direttive UE e il mondo scientifico

A nulla sono servite le oltre 53mila firme depositate in Senato lo scorso settembre per chiedere lo stop alla caccia: nonostante la maggioranza degli italiani abbia espresso la volontà di fermare l’attività venatoria e di difendere i diritti della fauna selvatica, il Governo ha scelto di proseguire schierandosi dalla parte dei cacciatori.

Se il DDL venisse approvato, l’attività venatoria otterrebbe concessioni e privilegi senza precedenti, a discapito della fauna selvatica e della biodiversità, ma anche della sicurezza e della libertà di chi frequenta la natura.

Non va dimenticato, infatti, che tra le modifiche al vaglio delle Commissioni agricoltura e ambiente ci sono tra le altre cose l’ampliamento delle specie cacciabili, l’apertura alla cattura degli uccelli da usare come richiami vivi, la riduzione del livello di protezione del lupo e dello sciacallo dorato, la possibilità di cacciare in spiaggia, in barca, anche nei terreni ghiacciati e persino con l’uso di silenziatori, così da non lasciare scampo agli animali, rendendo impossibili i controlli e imponendo limiti alle attività delle guardie venatorie volontarie.

L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) sostiene con forza la tutela della fauna selvatica e del territorio, nonché la necessità di mettere fine a un’attività anacronistica, crudele e in totale contrasto con l’attuale urgenza di salvaguardia ambientale.

“È intollerabile che il Governo continui a ignorare la volontà dei cittadini italiani, che negli ultimi anni sono risultati schierati verso una marcata opposizione alla caccia. Non solo si ignora il sentire comune, ma anche i danni economici che questa mossa potrebbe arrecare alle tasche dei cittadini italiani, viste le infrazioni europee in cui il Paese potrebbe senza dubbio incorrere. Il DDL Caccia procede spedito ai danni degli animali e dell’ambiente, senza tenere conto dei dati scientifici attuali, della necessità di una convivenza pacifica tra esseri umani e natura e, non ultimo, della tutela della sicurezza pubblica. Siamo indignati.”

Alessandro Piacenza, responsabile tutela fauna selvatica di OIPA Italia.