“Grape4vine” ha chiuso a Vinitaly il proprio percorso di ricerca presentando una nuova strategia di difesa della vite contro peronospora e botrite basata su molecole di dsRNA ottenute anche dal riutilizzo di sottoprodotti vitivinicoli, con l’obiettivo di arrivare a formulati biodegradabili e privi di residui ambientali.
Il convegno conclusivo del progetto si è svolto al Centro Congressi di Veronafiere su iniziativa della Facoltà di Scienze agrarie e alimentari dell’Università degli Studi di Milano insieme con il Crea. Il programma di ricerca, finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando “Economia circolare
– Promuovere ricerca per un futuro sostenibile”, è durato 36 mesi e ha coinvolto 25 ricercatrici e ricercatori con competenze che vanno dalla patologia vegetale alla biologia, dalla microbiologia alle biotecnologie, fino all’ingegneria agraria e all’economia.
Alla base del lavoro ci sono due nodi della viticoltura contemporanea: l’elevata quantità di scarti prodotta dalla filiera, in particolare vinacce e sarmenti, e il peso ambientale della difesa fitosanitaria tradizionale contro malattie come peronospora e muffa grigia.
Da questa doppia criticità prende forma l’idea di trasformare i sottoprodotti in una risorsa utile alla protezione del vigneto, attraverso il meccanismo naturale dell’RNA interference.
A illustrare il senso del progetto è stata Silvia Laura Toffolatti dell’Università degli Studi di Milano, che ha riassunto l’approccio come un percorso capace di “partire dalla vite e ritornare alla vite, attraverso l’economia circolare”.
Il sistema si fonda sull’uso di RNA a doppio filamento, il dsRNA, in grado di indurre un silenziamento genico temporaneo e altamente specifico.



