Vance preoccupato per gestione Hegseth del Pentagono

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Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, in incontri a porte chiuse, avrebbe ripetutamente messo in discussione la descrizione della guerra in Iran fornita dal Dipartimento della Difesa e il fatto che il Pentagono abbia minimizzato quello che sembra essere il drastico esaurimento delle scorte missilistiche statunitensi

Due alti funzionari dell’amministrazione hanno riferito a The Atlantic che il vicepresidente ha messo in dubbio l’accuratezza delle informazioni fornite dal Pentagono e dal suo capo, Pete Hegseth, sulla guerra. Vance avrebbe anche espresso le sue preoccupazioni circa la disponibilità di alcuni sistemi missilistici durante colloqui con il presidente Trump, secondo quanto riferito da diverse persone a conoscenza della situazione.

Le conseguenze di un drastico calo delle riserve di munizioni potrebbero essere disastrose, ricorda The Atlantic: le forze statunitensi dovrebbero attingere a queste stesse scorte per difendere Taiwan dalla Cina, la Corea del Sud dalla Corea del Nord e l’Europa dalla Russia.

Sia Pete Hegseth, il segretario alla Difesa, sia il generale Dan Caine, presidente del Joint Chiefs of Staff, hanno affermato pubblicamente che le scorte di armi statunitensi sono consistenti e hanno descritto i danni subiti dalle forze iraniane dopo otto settimane di combattimenti come drastici.

Le preoccupazioni di Vance sarebbero comunque “personali” e “non rappresenterebbero un’accusa” nei confronti di Hegseth o del generale Dan Caine, capo di Stato Maggiore congiunto, di avere fornito informazioni fuorvianti al presidente.