IL CONTO SALATO DEL “SERVILISMO”

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US President Donald Trump meets with Italian Prime Minister Giorgia Meloni as Vice President JD Vance (R) looks on in the Oval Office of the White House in Washington, DC, on April 17, 2025. Italy's Prime Minister Giorgia Meloni meets with Donald Trump Thursday in Washington, hoping a personal charm offensive can help convince the US president to cut a more favourable deal on EU tariffs. (Photo by Brendan SMIALOWSKI / AFP)

Sedici mesi di inchini, compleanni festeggiati e prefazioni di J.D. Vance sui libri non sono serviti a nulla. Oggi l’Italia si sveglia con la faccia a terra e il portafoglio vuoto

Ecco il bilancio della “statista” Meloni nel suo rapporto con Trump:

IL SALASSO MILITARE

Siamo passati dall’1,5% al 2% di spesa in armamenti. Dove li prendiamo 40 miliardi? Mentre la sanità arranca, regaliamo miliardi all’industria bellica americana per ordine di Washington.

DAZI E IMPRESE:
Trump ci ringrazia con dazi che costano 16 miliardi di mancati introiti. Le nostre aziende eccellenza del Made in Italy messe in ginocchio dall’alleato “del cuore”. E la risposta del Governo? Qualche spicciolo di incentivo e tante chiacchiere in conferenza stampa per illudere gli imprenditori che “andrà tutto bene”.

GUERRA E BOLLETTE:

Trump e Netanyahu attaccano l’Iran senza avvisare né NATO né ONU. Risultato? Instabilità totale e le nostre bollette pronte a esplodere di nuovo. Siamo gli unici a pagare il prezzo delle decisioni altrui.

LO SCHIAFFO FINALE:

Non appena la Meloni prova a difendere la linea di pace del Papa, Trump telefona ai giornali per parlar male dell’Italia e della Premier. Ecco quanto vale la nostra “amicizia speciale”: siamo passati da alleati a scendiletto, trattati con arroganza da chi abbiamo servito ciecamente.

Meno passerelle, meno “visioni” e più tutela dei nostri interessi nazionali. La realtà è che non siamo al tavolo dei grandi, siamo nel menu.

Nunzia Scardamaglia