Albania, nasce la banca dati del social housing

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L’iniziativa è stata assunta dalla competente direzione per l’edilizia sociale presso il Ministero dell’economia e dell’innovazione, titolare della delega specifica. Il provvedimento consentirà di definire una migliore e più mirata ripartizione delle risorse pubbliche a disposizione del capitolo abitativo, in ragione dei singoli fabbisogni regionali e municipali all’interno del territorio nazionale

(Fonte: agenzia ATA) Il Ministero dell’Economia e dell’Innovazione istituirà la banca dati nazionale integrata per l’edilizia sociale. Una deliberazione che consentirà la più razionale gestione degli alloggi e delle esigenze abitative di ciascun Comune del Paese, oltre a una distribuzione più equa dei fondi per i cittadini bisognosi e impossibilitati ad accedere al libero mercato dei mutui e delle abitazioni.

Dardana Grabovaj, direttrice della direzione housing sociale del ministero dell’economia 

Lo ha ribadito Dardana Grabovaj, a capo della Direzione per l’edilizia abitativa presso il Ministero dell’Economia e dell’Innovazione: “Daremo vita a un sistema centralizzato per la rendicontazione in tempo reale delle richieste di alloggio, e per la gestione conseguente dei fondi, e ciò apporterà un contributo fondamentale alla modernizzazione delle politiche sociali”. Una rivoluzione anche culturale: “Per la prima volta, disporremo di una panoramica completa e aggiornata dei dati relativi all’edilizia sociale, che permetterà di predisporre programmi idonei nel campo della residenzialità pubblica agevolata, consentendo a ciascun Comune di segnalare in tempo reale le richieste dei cittadini, il numero delle famiglie ospitate e lo stato di avanzamento dei programmi di realizzazione delle previste unità di abitazione”.

Il sistema in fase di istituzione “consentirà di individuare le aree necessarie per la costruzione di alloggi sociali e i terreni dotati delle condizioni costruttive necessarie. Sarà poi creato – ha proseguito l’alta dirigente ministeriale – un registro per gli alloggi a basso costo, mentre gli edifici non più utilizzabili potranno essere aggiunti al fondo pubblico per l’edilizia sociale. Il livello medio degli affitti sarà approvato dagli Enti locali, e verrà monitorato il numero sia degli appartamenti ottenuti tramite la legge sull’edilizia sociale, sia degli alloggi in più grave stato di degrado e precarietà. L’unificazione delle risorse assegnate al capitolo abitativo, così come delle procedure di assegnazione, assicurerà trasparenza evitando il rischio di abusi”.

Il progetto rientra nelle iniziative governative per fornire alloggi dedicati alle famiglie bisognose. A oggi, grazie ai fondi statali e ai prestiti della Banca Mondiale, un totale di 28.323 famiglie ha beneficiato di 6 programmi abitativi dall’entrata in vigore della legge quadro varata nel 2018. “La prossima Agenzia nazionale per la pianificazione urbana e l’edilizia abitativa, si concentrerà  sulla creazione di opportunità per le fasce di popolazione a basso e medio reddito non in grado di accedere ad alloggi sul libero mercato”.