Meloni cerca di accelerare l’iter di approvazione della nuova legge elettorale, ma ha tutti contro: costituzionalisti, esperti in materia elettorale, partiti di opposizione, sindacati. E perplessità più o meno velate arrivano anche dai partiti della coalizione di destra-centro.
Altro che premio di maggioranza
Diversi i punti non condivisibili di quella proposta di legge, ma il cuore è il cosiddetto premio di governabilità: troppo alto. L’obiettivo di Meloni è chiaro: blindare il governo futuro in modo che abbia un numero di parlamentari sufficienti per assicurarsi quasi “i pieni poteri”.
Insomma, una sorta di premierato di fatto senza cambiare la Costituzione. La presidente del Consiglio cerca stabilità e governabilità non in ragione di una proposta politica, ma attraverso nuove regole.
Cgil: ennesimo schiaffo alla democrazia
“Dopo il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo – afferma Florindo Oliverio, responsabile riforme istituzionali della Cgil – la proposta di legge elettorale presentata dalla maggioranza di governo è l’ennesimo schiaffo alla democrazia. Ci saremmo aspettati maggiore cautela dal governo, ma la lezione di oltre 26 milioni di italiani evidentemente non è servita”.
La sovranità appartiene al popolo
Le leggi elettorali servono a trasformare i voti delle elettrici e degli elettori in seggi nei parlamenti, nei consigli regionali o comunali. Sono meccanismi matematici, mai però neutri. Al centro c’è il rapporto tra rappresentati e rappresentanti. E quando si mette mano a questi meccanismi sarebbe bene ricordarsi che la Costituzione afferma che “la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti della legge”.
Se la sovranità appartiene al popolo, è il popolo che nella sua molteplicità dovrebbe essere rappresentato in Parlamento. Se la coalizione che raggiunge il 40% dei voti espressi riceve un premio di governabilità che trasforma quel 40% in circa il 60%, la volontà popolare non viene rispettata. Ed è così facendo che si alimenta la distanza tra cittadine cittadini e istituzioni.
Cosa prevede la proposta di legge
Questi i punti della nuova legge elettorale: a) Adozione sia per la Camera sia per il Senato di un sistema proporzionale a liste concorrenti bloccate; b) abolizione dei collegi uninominali salvo che per la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige; c) introduzione di un premio di governabilità di 70 deputati alla Camera e 35 senatori al Senato, attribuito alla lista o alla coalizione che abbia raggiunto il risultato migliore, ma con almeno il 40% dei voti validi; d) se nessuna delle coalizione raggiunge il 40%, la proposta di legge prevede un turno di ballottaggio tra i primi due che abbiamo conseguito almeno il 35%; e) assegnazione dei seggi solo con metodo proporzionale se nessuna lista sia riuscita a conseguire la soglia prevista per aspirare al premio; f) quando si presentano le liste si deve indicare il capo della coalizione.



